Nelle donne in età riproduttiva è un sanguinamento uterino che non segue il normale andamento dei cicli mestruali.
Ginecologa esperta nella diagnosi della patologia del basso tratto genitale
Il sanguinamento uterino anomalo indica qualsiasi sanguinamento dal corpo uterino che risulti anomalo per volume, regolarità, tempistica o frequenza rispetto al normale ciclo mestruale.
Un ciclo che dura troppo a lungo, un flusso abbondante difficile da gestire, perdite che compaiono nei momenti sbagliati del mese. Quando il sanguinamento uterino non segue più un ritmo riconoscibile, è normale sentirti disorientata o spaventata… ma la trappola in cui non devi cadere è il “lasciare correre” sperando che sia un episodio isolato. Infatti, il sanguinamento uterino anomalo è una condizione clinicamente definita, diffusa e, soprattutto, trattabile. Affrontare una visita dedicata senza timori vuol dire rispettare i segnali del tuo corpo con cura e attenzione.
Cos’è il sanguinamento uterino anomalo
Il sanguinamento uterino anomalo (spesso indicato con l’acronimo AUB, Abnormal Uterine Bleeding) è un termine complessivo che raccoglie tutte le variazioni significative del sanguinamento mestruale. Il termine descrive un flusso mestruale che non rientra nei parametri di normalità considerando i fattori di quantità, durata, frequenza o regolarità del ciclo. Dunque, l’AUB non si definisce come una singola patologia, ma come un insieme di varie manifestazioni che possono avere cause molto distinte.
Si stima che interessi più della metà delle donne in età riproduttiva nel corso della vita. In alcuni casi si tratta di un episodio acuto e improvviso; in altri, di un disturbo cronico che si trascina per mesi senza ricevere la giusta attenzione.
Come si manifesta il sanguinamento anomalo uterino
Le diverse tipologie di sanguinamento uterino anomalo vengono identificate attraverso 4 parametri principali, ossia alterazioni nella: frequenza, durata, regolarità e quantità del flusso mestruale.
Esploriamo i diversi sintomi raggruppati per tali parametri:
- alterazioni nella frequenza: ciclo che si ripresenta con meno di 24 giorni di intervallo o ciclo che compare con più di 38 giorni di distanza dal precedente
- alterazioni nella durata: sanguinamento che si protrae oltre gli 8 giorni consecutivi
- alterazioni nella regolarità: variazione significativa nella durata dei cicli da un mese all’altro, senza un ritmo prevedibile
- alterazioni nella quantità: flusso eccessivamente abbondante con necessità di cambiare assorbente o coppetta molto frequentemente, anche di notte
In particolare, un flusso molto abbondante e prolungato nel tempo porta spesso a una carenza di ferro, che può evolvere in anemia. In questo caso, i segnali da non sottovalutare includono:
- difficoltà di concentrazione
- pallore
- comparsa di coaguli di sangue di grandi dimensioni
- stanchezza e debolezza persistenti anche a riposo
- sensazione di affanno o palpitazioni
Fra le possibili manifestazioni dell’AUB possiamo indicare anche il sanguinamento intermestruale (o IMB, Intermenstrual Bleeding). Si tratta di una qualsiasi perdita ematica che si verifica fuori dal flusso mestruale programmato, inclusi lo spotting tra i cicli e il sanguinamento dopo un rapporto sessuale (post-coitale).
Queste manifestazioni sono sempre considerate anomale e rappresentano un campanello d’allarme cruciale; la loro presenza suggerisce spesso una causa specifica. Ad esempio, perdite casuali tra i cicli orientano frequentemente verso lesioni focali come i polipi, mentre lo spotting post-coitale richiede ulteriori esami per escludere anomalie della cervice.
Sanguinamenti uterini anomali: le cause
Le cause del sanguinamento uterino anomalo sono numerose e profondamente diverse tra loro. Per orientarsi, la ginecologia internazionale ha adottato un sistema di classificazione noto come PALM-COEIN, sviluppato dalla Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO), che le suddivide le possibili cause in 2 grandi famiglie. Vediamole insieme:
Cause strutturali (PALM)
Sono le cause di sanguinamento uterino anomalo legate ad anomalie fisiche dell’utero, identificabili attraverso esami strumentali o analisi del tessuto. Fra queste anomalie fisiche è possibile elencare:
- polipi endometriali: piccole escrescenze che si formano sulla mucosa interna dell’utero, contenenti vasi sanguigni e ghiandole, che possono alterare il normale andamento del ciclo
- adenomiosi: una condizione in cui il tessuto endometriale si insedia all’interno della parete muscolare dell’utero, provocando cicli abbondanti e molte volte estremamente dolorosi.
- fibromi uterini: tumori benigni del muscolo uterino, molto comuni, che possono causare sanguinamenti abbondanti soprattutto quando si trovano a ridosso della cavità interna.
- iperplasia endometriale e malignità: in una quota di casi il sanguinamento anomalo può essere il segnale di una crescita eccessiva della mucosa uterina, che in alcune forme può essere precancerosa o, più raramente, indicare la presenza di un tumore dell’endometrio. Per questo una valutazione diagnostica accurata è sempre necessaria.
Cause non strutturali (COEIN)
Queste tipologie di cause non producono anomalie visibili nell’utero, ma derivano da alterazioni dei meccanismi biologici che regolano il ciclo. Fra le possibili cause non strutturali possiamo trovare:
coagulopatia: alcuni disturbi della coagulazione del sangue (come la malattia di von Willebrand) rendono difficile arrestare il flusso mestruale in modo fisiologico
disfunzione ovulatoria: la mancata o irregolare ovulazione è una causa molto frequente, spesso associata a squilibri ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico, alterazioni tiroidee o periodi di forte stress
cause endometriali: il problema può risiedere direttamente nei meccanismi locali con cui l’endometrio regola il sanguinamento, senza che ci sia una causa sistemica identificabile, in persone che ovulano regolarmente
cause iatrogene: alcuni contraccettivi ormonali, la spirale non ormonale, gli anticoagulanti e altri farmaci possono modificare le caratteristiche del ciclo in modo significativo
cause non altrimenti classificate: esistono infine condizioni rare o di recente descrizione, come i difetti della cicatrice da taglio cesareo o malformazioni dei vasi uterini che possono provocare l’AUB.
È importante sapere che queste cause non si escludono a vicenda. Una stessa persona può presentarne più di una contemporaneamente: ad esempio un fibroma e un disturbo della coagulazione. Il percorso diagnostico serve proprio a fare chiarezza anche sul questo aspetto.
Sanguinamento uterino anomalo in menopausa: un segnale da non ignorare
Qualsiasi sanguinamento vaginale che compaia dopo la menopausa (ossia dopo almeno 12 mesi dall’ultimo ciclo mestruale) deve essere sempre valutato tempestivamente. Non è mai da considerare normale, e non va rimandato.
Nella maggior parte dei casi la causa è benigna. I fattori scatenanti potrebbero essere polipi endometriali, atrofia della mucosa uterina (un assottigliamento dell’endometrio legato al calo degli estrogeni, molto comune dopo la menopausa) o, in chi fa terapia ormonale sostitutiva, una risposta al trattamento stesso. Anche i fibromi, pur tendendo a ridursi dopo la menopausa, possono occasionalmente causare sanguinamento anomalo.
Tuttavia, il sanguinamento post-menopausale è anche il sintomo più frequente del tumore dell’endometrio, il carcinoma uterino più comune, e questo rende indispensabile un approfondimento diagnostico senza ritardi. Prima si interviene, migliori sono le possibilità di diagnosi precoce e trattamento efficace. Non è necessario aspettare che il sanguinamento si ripeta: anche un episodio singolo merita attenzione.
Diagnosi: un percorso per capire, non solo per escludere
Ricevere una diagnosi di sanguinamento uterino anomalo significa prima di tutto indagare una delle sue molteplici cause. Il percorso diagnostico si costruisce per gradi, partendo sempre dall’ascolto.
Prima visita e anamnesi
Il punto di partenza è un colloquio approfondito. La/il ginecologa/o raccoglie la storia del ciclo mestruale: com’è cambiato nel tempo, con quale frequenza si presenta, quanto dura, se ci sono perdite fuori dal ciclo. A questa vengono integrate altre informazioni rilevanti come l’uso di farmaci, eventuali gravidanze precedenti, la familiarità per alcune patologie e i sintomi associati.
Viene eseguita anche una visita pelvica e, se non è aggiornato, un Pap test per escludere che il sanguinamento provenga dalla cervice. In ogni caso, il primo fattor da escludere è sempre una gravidanza in corso, anche nelle sue forme anomale come la gravidanza extrauterina.
Esami del sangue
Gli esami ematici permettono di valutare la presenza di anemia da carenza di ferro, come abbiamo visto, per la conseguenza frequente di flussi abbondanti prolungati. Ma gli esami di sangue servono anche a osservare la funzionalità tiroidea, e quando indicato, i parametri della coagulazione, per individuare eventuali disturbi sistemici che possono contribuire al sanguinamento.
Imaging: vedere cosa succede dentro l’utero
L’ecografia transvaginale è l’esame strumentale di primo livello per indagare il sanguinamento uterino anomalo. Consente di osservare l’utero, misurare lo spessore dell’endometrio e identificare anomalie come fibromi, polipi o segni di adenomiosi. È un esame non invasivo, rapido e molto informativo.
Quando serve maggiore dettaglio sulla cavità uterina, l’ecografia transvaginale può essere integrata da un’isterosonografia, ossia un’ecografia eseguita con l’ausilio di liquido sterile che distende la cavità, aumentando la precisione diagnostica.
Biopsia endometriale e isteroscopia
Quando si sospetta una patologia dell’endometrio come causa dell’AUB, è indicata una biopsia endometriale, che consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto per analizzarlo ed escludere iperplasia o malignità. La biopsia è indicata in particolar modo nelle donne sopra i 45 anni, in presenza di fattori di rischio come obesità o diabete, o in caso di sanguinamento che non risponde alle terapie.
Per approfondire, l’isteroscopia permette di andare ancora oltre: attraverso una sottile sonda con telecamera introdotta per via vaginale, il medico visualizza direttamente la cavità uterina, identifica lesioni che potrebbero sfuggire ad altri esami e può eseguire un prelievo mirato o intervenire direttamente in alcuni casi.
Come si affronta l’AUB
Il trattamento del sanguinamento uterino anomalo dipende dalla causa, dall’età della persona, dall’entità del sanguinamento e dai desideri o meno di maternità. Vediamo alcune opzioni fra quelle proposte più di frequente, considerando comunque che l’approccio terapeutico deve essere sempre personalizzato e multidisciplinare:
Approccio non ormonale
Per ridurre il volume del flusso senza agire sugli ormoni, la/il ginecologa/o può valutare farmaci antinfiammatori non steroidei, che aiutano anche a contenere i crampi, o l’acido tranexamico, che agisce sui meccanismi locali di coagulazione endometriale. Quando è presente anemia da carenza di ferro, l’integrazione con ferro è parte integrante della cura.
Terapia ormonale
Le opzioni ormonali sono diverse e si scelgono in base al quadro clinico. La spirale ormonale al levonorgestrel è tra le soluzioni più efficaci per ridurre il flusso in modo duraturo. I contraccettivi orali combinati, i progestinici e altre formulazioni ormonali possono contribuire a regolarizzare il ciclo e a contenere il sanguinamento.
Opzioni chirurgiche
Quando la terapia medica non è sufficiente o non è indicata, si valutano interventi mirati. L’ablazione endometriale (la distruzione controllata della mucosa uterina) è un’opzione per chi non desidera gravidanze e vuole ridurre significativamente il flusso.
La rimozione di fibromi o polipi può essere eseguita in modo conservativo. Mentre nei casi più complessi o resistenti ai trattamenti, l’isterectomia rappresenta la soluzione definitiva, ma viene considerata solo dopo aver esaurito le alternative.
Se il tuo ciclo è cambiato, se il flusso è diventato difficile da gestire o se hai dubbi su un sanguinamento che non ti convince, non aspettare che si risolva da solo. Scopri di più sui percorsi Weda per il sanguinamento uterino anomalo.
Fonti
- https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-salute-delle-donne/disturbi-mestruali-e-sanguinamento-uterino-anomalo/sanguinamento-uterino-anomalo?query=sanguinamento%20uterino%20anomalo
- Vannuccini Silvia, Felice Petraglia, Francisco Carmona, Joaquim Calaf, e Charles Chapron. “The Modern Management of Uterine Fibroids-Related Abnormal Uterine Bleeding.” Fertility and Sterility 122, no. 1 (July 2024): 20–30. https://doi.org/10.1016/j.fertnstert.2024.04.041.
- Dreisler Eva, Christian Seerup Frandsen, e Lian Ulrich. “Perimenopausal Abnormal Uterine Bleeding.” Maturitas 184 (June 2024): 107944. https://doi.org/10.1016/j.maturitas.2024.107944.
- Jain Varsha, Malcolm G. Munro, e Hilary O. D. Critchley. “Contemporary Evaluation of Women and Girls with Abnormal Uterine Bleeding: FIGO Systems 1 and 2.” International Journal of Gynecology & Obstetrics 162, suppl. 2 (August 2023): 29–42. https://doi.org/10.1002/ijgo.14946.
FAQ
Quali farmaci da banco possono aiutare con il sanguinamento uterino anomalo?
Alcuni farmaci da banco possono offrire un sollievo temporaneo, ma non sostituiscono mai una valutazione medica. Gli antinfiammatori non steroidei come ibuprofene o naprossene possono aiutare a ridurre il flusso e attenuare i crampi se assunti nei giorni di sanguinamento più intenso. Gli integratori di ferro, disponibili in farmacia senza ricetta, sono utili per contrastare la stanchezza legata alla perdita di sangue, ma è sempre opportuno verificare con il medico se e quanto ferro assumere. Nessun farmaco da banco agisce sulla causa del sanguinamento: è indispensabile capire perché si manifesta.
Qual è la differenza tra sanguinamento uterino anomalo, sanguinamento da fibroma e sanguinamento da tumore?
Il sanguinamento uterino anomalo è un termine generale che descrive qualsiasi alterazione del flusso mestruale e include al suo interno molte possibili cause, tra cui i fibromi e, più raramente, i tumori. Il sanguinamento da fibroma è quindi una forma specifica di AUB. Il sanguinamento da tumore dell’endometrio può invece presentarsi come perdite irregolari in età fertile, ma è particolarmente significativo quando compare dopo la menopausa. La distinzione tra le diverse cause non è possibile senza esami specifici: ecografia, biopsia e isteroscopia sono gli strumenti che permettono di fare chiarezza.
Lo stress può causare perdite di sangue fuori dal ciclo?
Sì, indirettamente. Lo stress cronico può alterare il funzionamento dell’asse ormonale che regola il ciclo mestruale, interferendo con l’ovulazione.
Quando devo preoccuparmi per le perdite?
Alcune situazioni richiedono una valutazione medica senza rimandare. È opportuno contattare il prima possibile il proprio medico se il flusso è così abbondante da richiedere il cambio di assorbente ogni ora per più ore consecutive, se compaiono coaguli di grandi dimensioni, se il sanguinamento si accompagna a stanchezza intensa, pallore o difficoltà respiratorie. Vanno valutate tempestivamente anche le perdite che compaiono regolarmente tra un ciclo e l’altro, dopo un rapporto sessuale, o qualsiasi sanguinamento che compaia dopo la menopausa, anche se episodico. In presenza di dolore pelvico intenso associato al sanguinamento, è bene non aspettare.