Sono tumori benigni della muscolatura liscia dell’utero molto comuni, spesso asintomatici, che possono causare cicli mestruali abbondanti, dolore pelvico e, in alcuni casi, infertilità o complicazioni durante la gravidanza.
I fibromi uterini (chiamati anche miomi uterini o leiomiomi) sono tumori benigni della muscolatura liscia dell’utero. Estremamente comuni nelle donne in età fertile, possono causare sanguinamenti abbondanti, dolore pelvico e, in alcuni casi, infertilità o complicazioni durante la gravidanza.
Cicli mestruali sempre più abbondanti, una stanchezza perenne e quella sensazione di peso o gonfiore al basso ventre che va avanti da mesi. Tante volte avrai pensato: “Cosa mi sta succedendo?”, senza riuscire a trovare una spiegazione. Allora, potresti aver dato la colpa allo stress o a una irregolarità del ciclo passeggera. In realtà, questa serie di sintomi potrebbero avere diverse spiegazioni e una di queste è il fibroma uterino.
I fibromi uterini sono le formazioni benigne più diffuse nell’apparato genitale femminile. Si stima che colpiscano fino al 70% delle donne in età riproduttiva, con una frequenza che aumenta significativamente dopo i 35 anni. Eppure restano spesso sottodiagnosticati, perché molte donne imparano a convivere con i sintomi senza mai ricevere una diagnosi chiara.
Ma capire cosa sta succedendo al tuo corpo è l’inizio di un percorso terapeutico personalizzato pensato per adattarsi alla tua sensibilità e alla tua storia.
Cos’è il fibroma uterino
I fibromi uterini sono tumori benigni che originano dal miometrio, ossia lo strato muscolare liscio dell’utero. La probabilità che un fibroma si trasformi in una formazione cancerosa (sarcoma) è stimata in meno dell’1% dei casi (quindi abbastanza raro). Si tratta di formazioni “monoclonali”, cioè originate dalla mutazione di una singola cellula muscolare, e possono essere singole o multiple, microscopiche o raggiungere dimensioni considerevoli, come quelle di un pompelmo. Spesso le donne presentano fibromi multipli di tipo diverso contemporaneamente e la loro prevalenza aumenta con l’età.
I fibromi possono essere classificati in base alla loro posizione nell’utero secondo la classificazione dell’International Federation of Gynaecology and Obstetrics (FIGO):
- sottomucosi (Tipi 0, 1, 2): crescono in prossimità o all’interno della cavità uterina, sporgendo verso l’endometrio. Sono i più associati a sanguinamento abbondante e problemi di fertilità
- intramurali (Tipi 3, 4): si sviluppano all’interno della parete muscolare dell’utero, sono i più comuni
- sottosierosi (Tipi 5, 6, 7): crescono verso la superficie esterna dell’utero e possono raggiungere grandi dimensioni prima di dare sintomi evidenti
I fibromi uterini sono pericolosi?
Come accennato, i fibromi sono quasi sempre benigni e raramente mettono a rischio la vita. Tuttavia, possono creare problemi di una certa rilevanza se non vengono monitorati o trattati. Il problema più comune è l’anemia da carenza di ferro, causata da perdite mestruali abbondanti e ripetute nel tempo. Un fibroma che viene trascurato può continuare a crescere e aggravare progressivamente i sintomi, compromettendo la qualità di vita.
Sintomi di fibroma uterino
Molte donne scoprono di avere i fibromi uterini per caso, durante una visita ginecologica o un’ecografia eseguita per altri motivi. Quindi, per una buona percentuale, i fibromi non si manifestano attraverso sintomi invalidanti. Al contrario, circa il 30% delle donne sviluppa sintomi molto rilevanti, che influenzano la qualità della vita quotidiana.
I sintomi variano molto in base alla posizione, alle dimensioni e al numero dei fibromi. In ogni caso, fra i segnali più frequenti possiamo trovare:
- mestruazioni molto abbondanti o che durano più del solito, a volte con coaguli (con conseguente anemia da carenza di ferro e stanchezza cronica)
- dolore al basso ventre o alla schiena (durante o fuori dal ciclo)
- dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)
- difficoltà a svuotare completamente la vescica o l’intestino
- sensazione di pressione o di massa nel basso ventre
- stanchezza cronica
Fibromi uterini e pancia gonfia
Fibromi di grandi dimensioni possono causare un senso di pienezza addominale, gonfiore e una massa palpabile nel basso ventre (a volte viene scambiata per una gravidanza nelle fasi iniziali). Tale sintomo, spesso sottovalutato, o attribuito ad altre cause, è invece un segnale ben preciso che merita attenzione.
Fibromi uterini: cause
Ogni fibroma è causato dalla mutazione di una singola cellula muscolare liscia del miometrio. Ma il problema è capire qual è la causa di questa mutazione. La logica scatenante che c’è alla base della mutazione iniziale non è stata ancora del tutto chiarita. Tuttavia, la ricerca ha identificato i fattori chiave che favoriscono lo sviluppo e la crescita del fibroma uterino:
- fattori ormonali: i fibromi tendono ad aumentare di dimensioni durante gli anni riproduttivi, quando i livelli di estrogeni e progesterone sono elevati
- fattori genetici: alcune alterazioni genetiche (come quelle riguardanti il gene MED12 o HMGA2) influenzano il modo in cui le cellule crescono e producono il tessuto fibroso tipico dei fibromi. In più, vi è sicuramente dell’ereditarietà; ad esempio avere una madre o una sorella con fibromi aumenta il rischio di svilupparli a propria volta
- fattori di rischio individuali: l’obesità aumenta il rischio perché il tessuto adiposo produce estrogeni, così come soffrire di ipertensione arteriosa (rende le donne circa 5 volte più esposte). Il menarca precoce, la nulliparità (non aver mai avuto gravidanze) e un’alimentazione ricca di carne rossa sono ulteriori fattori associati all’insorgenza dei miomi uterini
- disruptori endocrini: l’esposizione a sostanze chimiche presenti in plasticizzanti, pesticidi e altri prodotti industriali può interferire con i recettori estrogenici, contribuendo allo sviluppo dei fibromi attraverso meccanismi epigenetici
- microbioma intestinale: alcune ricerche suggeriscono che le alterazioni della flora batterica intestinale (disbiosi) possano influenzare il metabolismo degli estrogeni e favorire un ambiente ormonale che stimola la crescita dei fibromi.
Fibromi uterini e gravidanza
Molte donne con fibromi concepiscono e portano avanti la gravidanza senza problemi. Tuttavia, i fibromi sottomucosi e quelli di grandi dimensioni possono ridurre le probabilità di concepimento, nonché aumentare il rischio di alcune complicanze fra cui: aborto spontaneo, parto, distacco della placenta e malpresentazione fetale. Per le donne che desiderano una gravidanza, la miomectomia è il trattamento standard per rimuovere i fibromi preservando l’utero. L’embolizzazione dell’arteria uterina, al contrario, è generalmente sconsigliata a chi pianifica una gravidanza futura.
Fibroma in menopausa
Di norma, i fibromi tendono a ridursi dopo la menopausa grazie al calo degli estrogeni, e i sintomi migliorano o scompaiono spontaneamente. Tuttavia, in alcune donne in perimenopausa la fluttuazione ormonale può temporaneamente peggiorare il sanguinamento tipico della condizione. Se compare un sanguinamento vaginale dopo la menopausa, anche in presenza di fibromi noti, è sempre necessario consultare un medico per escludere altre cause, incluse patologie endometriali che richiedono una valutazione specialistica.
Diagnosi per fibroma uterino
La diagnosi parte sempre da una visita ginecologica e da una conversazione sulla storia clinica: quando sono comparsi i sintomi, come sono le mestruazioni, se è presente dolore. Da questa prima fase, il percorso si sviluppa con esami specifici.
L’ecografia pelvica transvaginale è l’esame di prima scelta con una sensibilità diagnostica tra il 90% e il 99%. È precisa, non invasiva e permette di rilevare la presenza, la posizione, il numero e le dimensioni dei fibromi. È anche lo strumento usato per monitorarli nel tempo.
Per i casi più complessi, potrebbe essere richiesta una risonanza magnetica, ad esempio quando è necessario pianificare un intervento chirurgico o quando l’ecografia lascia qualche dubbio. La risonanza fornisce immagini molto dettagliate dell’utero e dei suoi rapporti con gli organi vicini.
Infine, la sonoisterografia e l’isteroscopia diagnostica sono esami diagnostici utili per valutare i fibromi sottomucosi che sporgono nella cavità uterina, specialmente in presenza di sanguinamento anomalo o difficoltà di concepimento. L’isteroscopia, in particolare, consente anche di eseguire biopsie mirate.
Come si curano i fibromi uterini
Non esiste un trattamento uguale per tutte. Le opzioni dipendono dai sintomi, dalle dimensioni e dalla posizione dei fibromi, dall’età e, soprattutto, dal desiderio o meno di gravidanza. In molti casi si inizia con un trattamento farmacologico. La chirurgia viene presa in considerazione quando i farmaci non bastano o quando la situazione lo richiede.
Ecco i principali trattamenti per la gestione dei fibromi uterini:
- antinfiammatori (FANS) e farmaci che riducono la coagulazione del sangue aiutano a gestire il dolore e a controllare le perdite mestruali
- contraccettivi orali combinati e il sistema intrauterino al levonorgestrel (spirale ormonale) è un’opzione efficace per ridurre il sanguinamento senza ricorrere alla chirurgia
- terapie ormonali agiscono direttamente sui fibromi. Alcuni farmaci inducono una menopausa temporanea che fa rimpicciolire i fibromi, ma hanno effetti collaterali importanti (come vampate di calore) e si usano per periodi limitati. Nuovi farmaci ormonali (come relugolix ed elagolix) approvati negli ultimi anni, offrono un’alternativa con un profilo di effetti collaterali più gestibile e possono essere usati per periodi più lunghi.
- procedure mini-invasive sono una via di mezzo tra i farmaci e la chirurgia. L’embolizzazione dell’arteria uterina (UAE), ad esempio, è una procedura radiologica che blocca il flusso di sangue verso i fibromi, facendoli progressivamente ridurre. Gli ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica permettono invece di “trattare” il fibroma dall’esterno. Sono opzioni adatte a chi vuole preservare l’utero ed evitare la chirurgia.
Come si eliminano i fibromi uterini?
Per rimuovere fisicamente i fibromi si ricorre alla miomectomia, ossia l’asportazione chirurgica dei soli fibromi, con conservazione dell’utero. Può essere eseguita per via isteroscopica (per i fibromi sottomucosi), laparoscopica (per quelli intramurali e sottosierosi di dimensioni adeguate) o laparotomica (per i casi più complessi). È il trattamento di scelta per chi desidera preservare la fertilità.
Invece, l’isterectomia (rimozione dell’utero) è l’unico trattamento definitivo che elimina ogni rischio di recidiva, ed è indicata per le donne che hanno completato il percorso riproduttivo e non rispondono ad altri trattamenti.
Scoprire di avere un fibroma uterino non significa necessariamente dover affrontare un’operazione, ma neanche dover convivere con sintomi invalidanti: scopri i percorsi sui fibromi uterini di Weda.
Fonti
- https://www.msdmanuals.com/it/professionale/ginecologia-e-ostetricia/fibromi-uterini/fibromi-uterini?query=miomi
- Lakabi, Rosa, Sebastian Harth, Ivo Meinhold-Heerlein, Alisha V. Olsthourn, Malcolm G. Munro, e Ally Murji, “Diagnosis and classification of uterine fibroids.” in International Journal of Gynecology & Obstetrics (2025). https://doi.org/10.1002/ijgo.70538
- Bulun, Serdar E., Ping Yin, JianJun Wei, Azna Zuberi, Takashi Iizuka, Takuma Suzuki, Priyanka Saini, Jyoti Goad, J. Brandon Parker, Mazhar Adli, Thomas Boyer, Debabrata Chakravarti, e Aleksandar Rajkovic, “Uterine fibroids.” in Physiological Reviews 105, n. 4 (2025), pp. 1947–1988. https://doi.org/10.1152/physrev.00010.2024
- Donnez, Jacques, Hugh S. Taylor, Louis Marcellin, e Marie-Madeleine Dolmans, “Uterine fibroid–related infertility: mechanisms and management.” in Fertility and Sterility 122, n. 1 (2024), pp. 31–39. https://doi.org/10.1016/j.fertnstert.2024.04.041
- Dolmans, Marie-Madeleine, Felice Petraglia, William H. Catherino, e Jacques Donnez, “Pathogenesis of uterine fibroids: current understanding and future directions.” in Fertility and Sterility 122, n. 1 (2024), pp. 6–11. https://doi.org/10.1016/j.fertnstert.2024.02.048
- Yang, Qiwei, Michal Ciebiera, Maria Victoria Bariani, Mohamed Ali, Hoda Elkafas, Thomas G. Boyer, e Ayman Al-Hendy, “Comprehensive Review of Uterine Fibroids: Developmental Origin, Pathogenesis, and Treatment.” Endocrine Reviews 43, n. 4 (2022), pp. 678–719. https://doi.org/10.1210/endrev/bnab039
FAQ
In quanto tempo cresce un fibroma uterino?
La velocità di crescita è variabile e difficile da prevedere. In media, i fibromi aumentano di circa il 9% ogni 6 mesi durante gli anni riproduttivi, con differenze significative legate all’età, all’etnia e alle caratteristiche genetiche del fibroma stesso.
Cosa comporta avere un fibroma all’utero?
Dipende molto dalla posizione, dalle dimensioni e dal numero dei fibromi. Molti non causano alcun disturbo. Quando sono sintomatici, invece, i fibromi possono provocare mestruazioni abbondanti e dolorose, anemia, pressione pelvica, difficoltà urinarie o intestinali.
Quando un fibroma è da operare?
Il fibroma è da operare quando causa sanguinamenti gravi con anemia resistente ai farmaci, dolore pelvico cronico e invalidante, sintomi da compressione (difficoltà a urinare o defecare), infertilità o aborti ricorrenti oppure quando c’è una crescita rapida che richiede esclusione di malignità.