È la riduzione dell’interesse per il sesso che può essere causata da diversi fattori: psicologici, ormonali, relazionali o farmacologici.
Il calo del desiderio femminile è la carenza o assenza persistente di pensieri, fantasie e desiderio di attività sessuale che causa un significativo disagio personale o difficoltà interpersonali.
Ci sono momenti in cui semplicemente “non hai voglia”, e può andare benissimo così. Ma quando quella mancanza di desiderio sessuale si prolunga nel tempo, quando inizia a pesare sul modo in cui ti relazioni con il tuo stesso corpo o con la/il tua/o partner, allora merita attenzione. Il calo del desiderio femminile è un fenomeno reale, documentato e affrontabile, che riguarda molte più donne di quanto si pensi.
Cerchiamo di fare chiarezza attorno a questa condizione sulla quale esiste ancora fin troppo silenzio.
Cos’è la libido femminile
La libido femminile è un concetto complesso che si definisce nell’interazione continua tra corpo, mente e contesto relazionale. Dunque, nel desiderio sessuale è possibile riconoscere almeno 3 dimensioni che entrano in relazione:
- biologica mediata da ormoni e neurotrasmettitori
- motivazionale e affettiva connessa al bisogno di intimità e di piacere
- cognitiva che riguarda il modo in cui vengono elaborati gli stimoli in base al contesto e alle emozioni del momento
La libido delle donne non funziona sempre come spesso viene rappresentata (o immaginata). Nello specifico, si parla di desiderio spontaneo quando la voglia arriva da sola, senza uno stimolo esterno (come accade più spesso negli uomini). Ma esiste anche un desiderio responsivo, che non precede l’intimità, ma nasce durante, in concomitanza ad essa: in risposta a una carezza, ad esempio, a un momento di vicinanza, a un bacio. Non si ha voglia prima, ci si accorge di averla mentre l’intimità è già in corso. Molte donne interpretano il desiderio responsivo come un problema o un segnale di disinteresse verso la/il partner, ma non lo è; si tratta più semplicemente di un modo diverso (e del tutto fisiologico) di funzionare.
Al di là delle tipologie di desiderio sessuale fisiologico, quando invece ci si ritrova a sperimentare un calo del desiderio femminile persistente nel tempo da almeno 6 mesi, allora si parla clinicamente di Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD) o, nelle classificazioni più recenti, di Disturbo dell’Interesse Sessuale e dell’Eccitazione. Si stima che tale disturbo riguardi circa il 10–15% della popolazione femminile adulta, risultando la disfunzione sessuale femminile più comune.
Una distinzione importante: asessualità e calo del desiderio
Parlando del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, però, occorre fare alcune precisazioni per non inciampare in facili fraintendimenti o confusioni con l’asessualità.
L’asessualità non è un disturbo o disfunzione, ma un vero e proprio orientamento sessuale caratterizzato dall’assenza stabile e duratura di attrazione sessuale verso chiunque. Le persone asessuali, a differenza di chi soffre di HSDD, generalmente non vivono questa condizione come fonte di disagio. Il DSM-5 riconosce questa distinzione, escludendo esplicitamente l’asessualità dai criteri diagnostici del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo.
Infatti, si è di fronte a un calo della libido femminile, quando quest’ultimo si caratterizza proprio per essere un cambiamento rispetto a un vissuto precedente e per il disagio che genera nella persona o nella coppia.
Quindi, se non hai mai sentito attrazione sessuale verso nessuno e stai bene così con te stessa, potresti essere semplicemente asessuale.
Come si manifesta il calo della libido femminile
Il calo della libido femminile non si manifesta sempre allo stesso modo viste le diverse componenti del desiderio sessuale e la loro stretta correlazione. Tuttavia, è possibile segnalare alcuni sintomi più ricorrenti fra cui:
- assenza di interesse verso l’attività sessuale
- scarsa o nulla iniziativa verso la/il partner
- mancanza di pensieri o fantasie erotiche
- ridotta risposta agli stimoli sessuali, fisici, visivi o emotivi
- diminuzione o assenza di eccitazione fisica, come la ridotta lubrificazione vaginale
- senso di frustrazione, tristezza o inadeguatezza legati alla situazione
Per essere considerati clinicamente rilevanti, questi segnali devono persistere da almeno 6 mesi e causare un reale disagio. Per essere diagnosticato come un disturbo, infatti, il calo del desiderio non può essere una fase momentanea (magari dettata da una normale stanchezza). Solo alla luce di un vissuto che diventa davvero faticoso, allora vale la pena approfondire.
Mancanza di libido: cause e fattori associati
La mancanza di libido raramente ha un’unica causa. Più spesso è il risultato di un intreccio tra fattori biologici, psicologici e relazionali che si influenzano a vicenda.
Cause ormonali e fisiche
- calo degli estrogeni: tipico della menopausa, ma presente anche nel post-parto o in certi momenti del ciclo: può causare secchezza vaginale e dolore durante i rapporti, generando un evitamento progressivo della sessualità
- riduzione del testosterone: spesso considerato un ormone esclusivamente maschile, è invece determinante anche nel desiderio femminile
- condizioni sistemiche come: disturbi tiroidei, diabete o iperprolattinemia, che agiscono sulla sfera sessuale in modo spesso sottile e non immediatamente riconoscibile
- endometriosi, vulvodinia, vaginismo: attraverso il dolore cronico generano un evitamento progressivo della sessualità
- disturbi del sonno e affaticamento cronico: che abbassano la soglia di risposta sessuale
Farmaci
Alcuni farmaci comuni incidono sulla libido in modo diretto. Riconoscere questa possibilità è importante per non attribuire a te stessa la responsabilità del calo del desiderio, che invece, in questo caso, appartiene a una molecola.
Tra i più frequenti trattamenti farmacologici che causano mancanza di desiderio sessuale troviamo:
- antidepressivi SSRI: agiscono sui neurotrasmettitori modulando anche la risposta sessuale e la capacità di raggiungere l’orgasmo
- contraccettivi orali: possono ridurre la quota di testosterone libero circolante
- beta-bloccanti: riducono la pressione arteriosa ma possono interferire con la risposta vascolare coinvolta nell’eccitazione
- alcuni antiepilettici: alterano i livelli ormonali e la trasmissione nervosa
Depressione e sessualità femminile
Il legame tra depressione e sessualità femminile è profondo e bidirezionale. La depressione e l’ansia cronica sono tra i principali inibitori della libido, poiché riducono la capacità di sentirsi presenti, di connettersi con il proprio corpo e con quello dell’altra/o. Allo stesso tempo, il calo del desiderio può alimentare stati depressivi e senso di inadeguatezza. In questo modo va a generarsi un circolo vizioso che è difficile interrompere senza un supporto adeguato.
Senso di inadeguatezza e ansia da prestazione
Il senso di inadeguatezza e l’ansia da prestazione correlata all’atto sessuale molte volte si trasformano in un meccanismo psicologico noto come “spectatoring”. Ossia, durante l’intimità, invece di essere presenti al momento, ci si osserva dall’esterno in modo critico. Si inizia a valutare il proprio corpo, a monitorare la propria risposta fisica e a preoccuparsi di come si appare alla/al partner. Così, il corpo fatica a eccitarsi perché l’attenzione è tutta rivolta al giudizio invece che alla sensazione. Non si tratta di dissociazione né di patologia, ma di un meccanismo molto comune, che quando diventa ricorrente può bloccare la risposta sessuale.
Dinamiche di coppia e fattori relazionali
Il contesto relazionale influisce in modo determinante sul desiderio. Conflitti irrisolti, mancanza di comunicazione emotiva, usura del rapporto o difficoltà sessuali della/del partner possono contribuire alla perdita di interesse sessuale.
Menopausa e calo del desiderio
La menopausa comporta una riduzione degli estrogeni che determina modificazioni dei tessuti genitali come l’assottigliamento della mucosa vaginale, la riduzione della lubrificazione e la perdita di elasticità. Questo quadro, noto come sindrome genito-urinaria della menopausa, rende i rapporti sessuali fisicamente dolorosi o fastidiosi. Così, col tempo s’innesca un meccanismo di evitamento progressivo dell’intimità, che si traduce in un calo del desiderio.
A tali cambiamenti biologici si sommano variabili psicologiche e relazionali. Durante la menopausa la percezione del proprio corpo cambia, le dinamiche di coppia si ridefiniscono. Il calo del desiderio in menopausa non è però né inevitabile né irreversibile: molte donne, grazie a un percorso adeguato, ritrovano una sessualità soddisfacente anche in questa fase della vita.
Calo del desiderio femminile a 30 anni
Il calo del desiderio femminile a 30 anni è più comune di quanto si pensi, non è un problema riservato alla menopausa. Riconoscerlo è il primo passo per affrontarlo. La prevalenza stimata in questa fascia d’età si attesta intorno all’11–16%. Le cause più frequenti di un calo della libido in giovane età includono l’uso di contraccettivi orali (che possono ridurre il testosterone libero circolante), la stanchezza cronica legata a stili di vita intensi, il periodo del post-parto e dell’allattamento, l’assunzione di antidepressivi e problemi di comunicazione emotiva con la/il partner.
Come si diagnostica il calo del desiderio
Il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo non può essere diagnosticato tramite un singolo esame che lo confermi o meno. La diagnosi è prevalentemente clinica, ossia si basa su un ascolto attento della storia personale, sessuale e relazionale; sull’analisi dei sintomi e della loro durata, nonché sull’esclusione di condizioni sottostanti.
In alcuni casi, possono essere utili esami ematici per valutare i livelli di testosterone, degli ormoni tiroidei e della prolattina. Inoltre, una valutazione ginecologica può contribuire a identificare eventuali cause fisiche di dolore che si ripercuotono sul desiderio, come secchezza vaginale o vestibolite.
Il ritardo diagnostico è ancora molto frequente, soprattutto perché il disagio sessuale viene spesso taciuto o minimizzato.
Come si affronta il calo della libido femminile
Il trattamento del calo del desiderio richiede un approccio multidisciplinare e olistico, che sappia coinvolgere la dimensione biologica, quella psicologica e quella relazionale dell’organismo, riconoscendo che tutte concorrono in modo inscindibile alla salute sessuale. Il percorso viene costruito a partire da chi sei, dalla tua storia e da ciò che stai attraversando.
I principali ambiti di intervento per migliorare la libido possono essere riassunti nel seguente modo:
Ormonale e fisico
- terapia estrogenica locale: indicata in presenza di secchezza vaginale e dolore durante i rapporti
- terapia a basso dosaggio con testosterone: valutabile in alcuni contesti clinici con attento monitoraggio ormonale
Psicologico e relazionale
- psicoterapia: per lavorare sui blocchi emotivi e sui pattern di pensiero che inibiscono il desiderio
- pratiche di mindfulness: che aiutano a restare presenti durante l’intimità, riducendo l’autocritica e migliorando la connessione con le proprie sensazioni
- terapia di coppia: per ricostruire la comunicazione e l’intimità emotiva
Il desiderio sessuale è parte di te, non è un obbligo da soddisfare né un problema da risolvere in solitudine. Se senti che qualcosa è cambiato e vuoi capire di più circa la tua sfera sessuale, Weda è qui per accompagnarti. Scopri di più sui percorsi Weda per il calo del desiderio femminile.
Fonti
- https://www.siams.info/androwiki/fisiologia-della-sessualita-femminile/
- Mahakalkar, Manjusha G. “Understanding Hypoactive Sexual Desire Disorder (HSDD) in Women: Etiology, Diagnosis, and Treatment.” in Cureus 15, n. 11 (2023).https://doi.org/10.7759/cureus.49690.
- Parish Sharon J., James A. Simon, Susan R. Davis, Annamaria Giraldi, Irwin Goldstein, Sue W. Goldstein, Nancy N. Kim, Sheryl A. Kingsberg, Abraham Morgentaler, Rossella E. Nappi, Kwangsung Park, Cynthia A. Stuenkel, Abdulmaged M. Traish, e Linda Vignozzi. “International Society for the Study of Women’s Sexual Health Clinical Practice Guideline for the Use of Systemic Testosterone for Hypoactive Sexual Desire Disorder in Women.” Journal of Sexual Medicine 18, n. 5 (2021): pp. 849–867. https://doi.org/10.1016/j.jsxm.2020.10.009.
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FAQ
Il calo del desiderio femminile è normale?
Una riduzione del desiderio può attraversare qualsiasi fase della vita e non è necessariamente un segnale di patologia. Diventa importante approfondire quando persiste da più di 6 mesi e genera disagio nella persona o nella coppia.
Il calo del desiderio a 30 anni dipende dalla pillola?
In alcune donne sì. I contraccettivi orali possono aumentare una proteina che riduce il testosterone libero, con effetti sulla libido. Se sospetti un collegamento, parlane con il tuo medico: esistono alternative che potrebbero fare la differenza.
La menopausa provoca sempre un calo del desiderio?
Non necessariamente. Però è certo che la risposta sessuale del corpo cambia in base alle importanti variazioni ormonali della menopausa.
Esiste una cura per il calo del desiderio femminile?
Nella maggior parte dei casi il disturbo è trattabile con un approccio personalizzato e multidisciplinare, che può includere supporto ormonale, psicoterapia, lavoro sulla consapevolezza corporea e interventi sullo stile di vita.