È un disturbo sessuale caratterizzato dalla fobia della penetrazione vaginale con conseguente risposta di contrazione muscolare involontaria del pavimento pelvico, che rende difficile o impossibile la penetrazione vaginale.
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperta in patologia vulvare, vulvodinia, uro-ginecologia
Il vaginismo è un disturbo sessuale caratterizzato dalla fobia della penetrazione vaginale con conseguente risposta di contrazione muscolare involontaria del pavimento pelvico, che rende difficile o impossibile la penetrazione vaginale.
In merito alla sessualità femminile, è ancora diffusa l’idea che il rapporto penetrativo sia spontaneo e naturale. Di conseguenza, quando emergono difficoltà in tal senso, molte donne finiscono per sentirsi ripetere frasi colpevolizzanti come: “devi solo rilassarti” o “è tutto nella tua testa”. Commenti basati su tali convinzioni possono far nascere un profondo senso di inadeguatezza, come se il proprio corpo non funzionasse nel modo “giusto”. Da qui si comincia a vivere la sessualità con paura, frustrazione, tendendo a ritardare sempre di più una richiesta d’aiuto.
In realtà, alcune condizioni specifiche possono rendere la penetrazione dolorosa o impossibile. Tra queste c’è il vaginismo, un disturbo che secondo alcune stime interessa circa lo 0,5–1% delle donne in età fertile. Si manifesta con gli spasmi muscolari involontari dei muscoli del pavimento pelvico, spesso accompagnati da un evitamento fobico della penetrazione. Il vaginismo, infatti, deriva da un complesso intreccio tra corpo e mente, aspetti indivisibili che si influenzano a vicenda.
Tale condizione non è una scelta, né una mancanza di volontà: è una risposta corporea automatica, spesso associata a fattori fisici, emotivi e relazionali che devono essere valutati in modo integrato.
Esistono percorsi terapeutici mirati che possano aiutare a riconnettersi con il corpo e a riconquistare la sessualità come un momento di apertura all’altro e di fiducia in sé stesse.
Cos’è il vaginismo
Dal punto di vista clinico, il vaginismo si manifesta con la fobia della penetrazione vaginale con conseguente risposta di una contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico, in particolare dei fasci di muscoli che circondano l’entrata della vagina, che rende dolorosa o impossibile la penetrazione.
Dunque, più precisamente, la contrazione muscolare avviene anche fuori dall’ambito sessuale; le donne con vaginismo hanno difficoltà nell’inserire anche un tampone vaginale o durante le valutazioni ginecologiche di routine che prevedono la visita vaginale.
Il punto fondamentale da chiarire è che tale contrazione non è assolutamente volontaria: quindi non dipende dalla forza di volontà, o dalla capacità di “lasciarsi andare”. È una risposta automatica del corpo, di solito legata a un meccanismo di difesa appreso nel tempo.
Come si manifesta il vaginismo: sensazioni, sintomi fisici ed emotivi
Il vaginismo si manifesta come una risposta involontaria del corpo, è un’esperienza che coinvolge muscoli, emozioni e memoria corporea.
Al momento della penetrazione, la vagina si chiude all’istante, come se dovesse proteggersi da una minaccia. È difficile spiegare alla/al partner che non è una scelta, non è un rifiuto calcolato nei suoi confronti e non coincide neanche con una mancanza di desiderio. Si tratta di un riflesso di difesa radicato e incontrollabile, che scatta in automatico.
Le sensazioni iniziali del vaginismo
Il primo segnale è di solito una tensione crescente nella zona pelvica, che può trasformarsi subito dopo in una contrazione involontaria della muscolatura. È come se si costruisse un “muro” all’improvviso. Tali sensazioni possono estendersi ad altre parti del corpo e attivarsi contemporaneamente:
- cosce che si stringono, si chiudono di fronte alla possibilità di penetrazione
- schiena che si inarca per evitare il contatto con i genitali
- spalle irrigidite
- respiro corto
- sensazione di dolore ancora prima che avvenga il contatto
Vaginismo sintomi fisici
Come già detto, dal punto di vista prettamente fisico, il sintomo distintivo del disturbo è la contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico. L’intensità è variabile: può essere lieve (penetrazione possibile ma dolorosa), moderata (grande difficoltà nella penetrazione), intensa (impossibilità completa nella penetrazione).
In concomitanza con la contrazione pelvica involontaria, possono comparire altri sintomi fisici significativi, fra cui:
- dolore acuto, bruciore o sensazione di “taglio” al tentativo di penetrazione
- ridotta o assente lubrificazione, anche in presenza di eccitazione sessuale
- fastidio persistente o indolenzimento dopo il rapporto
- difficoltà o impossibilità a inserire assorbenti interni
- disagio marcato durante le visite ginecologiche o l’inserimento dello speculum
Un aspetto sottovalutato, ma spesso collegato, è l’ipertono persistente del pavimento pelvico, che può avere ripercussioni anche al di fuori della sfera sessuale. Possono comparire infatti:
- difficoltà a iniziare la minzione
- necessità di spingere con la muscolatura addominale per urinare
- flusso urinario intermittente
- urgenza o aumento della frequenza urinaria
- alvo stitico con evacuazione difficoltosa
- sensazione di incompleto svuotamento fecale o tenesmo
I sintomi emotivi e psicologici
Questa patologia intreccia una manifestazione fisica a una dimensione psicologica di evitamento e paura.
Le reazioni fisiche di contrazione involontaria della muscolatura portano a sviluppare l’ansia anticipatoria; un timore che può emergere ancora prima del rapporto (solo all’idea di averne uno) o durante i preliminari. Si tratta di una fobia sessuale che coinvolge diversi aspetti dell’emotività e delle relazioni.
Ansia e fobia si alimentano a vicenda e possono intrecciarsi con l’ansia da prestazione: più i tentativi di avere un rapporto falliscono e più l’ansia sale. Spesso le donne che soffrono di vaginismo provano vergogna o inadeguatezza.
A volte il vaginismo diventa come un “pensiero fisso” che s’insinua nella quotidianità. Di conseguenza, è possibile che sorgano problemi di coppia e relazionali in genere. Così tendi le donne con vaginismo tendono a isolarsi per paura di non essere all’altezza e deludere gli altri.
La presenza di questi sintomi può portare a sviluppare anche un rapporto alterato con la propria zona genito-anale. Si mette in atto un vero e proprio evitamento da contatto con i propri genitali. Alcune testimonianze raccontano di donne che evitano di guardare i propri genitali o che per portare a termine l’igiene intima indossano dei guanti così da non toccare direttamente la parte.
Differenza fra vaginismo, dispareunia e vulvodinia
La differenza tra vaginismo, dispareunia e vulvodinia risiede principalmente nella natura del sintomo (dolore vs contrazione), nella reazione psicofisica e nelle cause sottostanti. Possono essere confuse fra di loro o presentare comorbilità, poiché rientrano tutte e tre nella categoria del “dolore genito-pelvico”.
Riepilogando dunque, il vaginismo si manifesta con una contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico accompagnata da fobia, questi sintomi in concerto rendono il più delle volte impossibile la penetrazione. In aggiunta, i tentativi ripetuti di penetrazione in presenza di introito ristretto e scarsa lubrificazione possono inoltre favorire microtraumatismi che sostengono uno stato di infiammazione cronica dei tessuti, e in alcuni casi, predispongono allo sviluppo di condizioni dolorose come la vulvodinia.
La vulvodinia è un dolore o bruciore della vulva, che puó essere spontaneo (compare senza una causa scatenante) o provocato (evocato dal tocco). I rapporti in molti casi sono possibili, ma molto difficili a causa del dolore. Infatti, col tempo, proprio per difesa, può comparire anche un vaginismo secondario (secondario perché non si presenta fin dal primo rapporto sessuale, ma in seguito), per la memoria del dolore causa una risposta fobica con contrazione della muscolatura pelvica.
La dispareunia, invece, è un sintomo, significa dolore alla penetrazione, questo può manifestarsi all’inizio del rapporto come un dolore al livello dell’ingresso della vagina (dispareunia superficiale), oppure in profondità, avvertito come un dolore addominale e rettale (dispareunia profonda).
Le cause del vaginismo: tra biologia e psicologia
Il vaginismo è una condizione multifattoriale, ossia causata da un insieme di elementi biologici, psicologici e relazionali che interagiscono tra loro.
Vaginismo e trauma
È sbagliato credere che l’unica causa del vaginismo sia un trauma psicologico, nonostante si tratti della spiegazione più diffusa nell’immaginario collettivo. Invece, come vedremo, ci sono diverse cause prettamente biologiche, e non è automatico che dietro il vaginismo ci sia stato un abuso sessuale.
Una donna può aver subito un trauma e non manifestare il disturbo; così come può sviluppare il vaginismo chi ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza gioiose, senza la presenza di eventi traumatici. Data la forte volontà di trovare una spiegazione per questa sorta di disconnessione tra cervello e muscoli (che provoca lo spasmo involontario), infatti, molte donne si autoconvincono di dover avere per forza un trauma rimosso, che giustifichi la loro condizione. Ma la ricerca spasmodica di un trauma inesistente può generare ulteriore ansia e diventare essa stessa un’esperienza traumatica!
Cause biologiche
Le cause puramente anatomiche nel vaginismo primario sono rare (meno dell’1% dei casi). Tuttavia, possono includere:
- imene particolarmente fibroso, rigido o setto
- rare anomalie congenite vaginali
- ipertono del pavimento pelvico severo
Molto più spesso, però, lo spasmo compare come risposta difensiva al dolore. Può accadere dopo:
- infezioni vaginali ricorrenti (ad esempio da Candida o batteri)
- vestibolite vulvare o vulvodinia
- distrofie vaginali legate a carenza ormonale (come in menopausa)
- endometriosi
- stati infiammatori cronici delle mucose o della cute vulvare
Cause e fattori psicologici
La penetrazione viene vissuta come minacciosa e il corpo traduce questa paura in una contrazione muscolare. I fattori intrapsichici che possono contribuire e alimentare il vaginismo sono:
- educazione sessuale rigida
- tabù sulla verginità
- paura della deflorazione o della gravidanza
- racconti traumatici sul primo rapporto
- esperienze di abuso sessuale
- vulnerabilità ansiosa
- presenza di altre fobie
Diagnosi per vaginismo
La diagnosi deve essere effettuata da professioniste/i esperte/i in sessuologia clinica, ginecologhe/o esperte/i in dolore pelvico o professioniste/i che si dedicano alla riabilitazione del pavimento pelvico. Non esiste un singolo esame diagnostico che confermi o escluda il vaginismo, ma una serie di osservazioni e valutazioni multidisciplinari.
L’approccio integrato inizia con l’ascolto attento della storia clinica e sessuale della donna e con l’analisi dei sintomi riferiti. Successivamente, se viene dato il consenso, si procede alla valutazione dell’eventuale ipertono del pavimento pelvico. Quando indicato, può essere eseguita anche una visita ginecologica estremamente delicata e graduale, senza ricorrere allo speculum né alla penetrazione digitale, con l’obiettivo di escludere altre possibili cause di dolore.
Come curare il vaginismo
Il vaginismo è curabile! Molte donne sono riemerse con successo dal tunnel di dolore e vergogna, grazie a un trattamento personalizzato e multidisciplinare.
La riabilitazione perineale è uno dei trattamenti più importanti. Dopo una valutazione funzionale, il percorso prevede esercizi mirati alla presa di coscienza e al controllo della muscolatura pelvica, con l’obiettivo di ridurrel’ipertono. A questo percorso deve necessariamente affiancarsi la psicoterapia, fondamentale per affrontare la componente fobica e ansiosa, generalmente con un orientamento cognitivo-comportamentale. Oltre al supporto psicologico individuale, può essere utile proporre anche una terapia di coppia, con l’obiettivo di migliorare la comunicazione e favorire l’intimità nella relazione anche in assenza di una sessualitá penetrativa.
Fonti
FAQ
Le risposte alle domande più frequenti sul vaginismo
Cosa fare se la penetrazione è impossibile o dolorosa?
Se la penetrazione è impossibile o molto difficile, non forzare l’entrata della vagina e non irritarla con tentativi su tentativi! Ascolta il tuo corpo, raccogli i sintomi e rivolgiti a uno specialista. Il dolore durante il sesso non è normale.
Cosa usare per rapporti sessuali dolorosi?
Non normalizzare un rapporto doloroso cercando rimedi fai-da-te. Il dolore durante la penetrazione è un sintomo da non sottovalutare. Rivolgiti a un medico specializzato.
Come capire se ho il vaginismo?
Se la penetrazione è impossibile e hai la sensazione che il corpo “si chiuda” involontariamente con la paura che prende il sopravvento, non è colpa tua. In questi casi può essere molto utile consultare una/uno specialista, che possa aiutarti a comprendere l’origine del problema e individuare il percorso terapeutico più adatto.
Si può guarire di vaginismo?
Sì, grazie a un approccio multidisciplinare e personalizzato.
Dilatatori e lubrificanti per vaginismo servono?
Sì, i dilatatori vaginali e i lubrificanti possono essere utilizzati per favorire il rilassamento e la progressiva desensibilizzazione alla penetrazione. Fanno parte del percorso di riabilitazione, ma evita di usarli senza il supporto di una/un professionista.