È una tecnica non dolorosa che utilizza brevi impulsi elettrici per veicolare farmaci o sostanze attive in profondità nei tessuti, senza bisogno di iniezioni.
Ginecologo, Responsabile Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore e Centro Menopausa-Osp. V. Buzzi, Università degli Studi di Milano
L’elettroporazione vestibolo-vaginale (EPV) è una tecnica utilizzata in ambito ginecologico basata su un fenomeno biofisico in cui l’applicazione di un campo elettrico esterno (elettrostimolazione) provoca in modo innocuo e indolore la formazione di pori temporanei nella membrana cellulare, aumentando la sua permeabilità.
Soffrire di dolore durante l’intimità, convivere con un senso di bruciore, secchezza, prurito vaginale costante o avvertire la fragilità dei tessuti legata a disfunzioni ormonali quali la menopausa: sono tutte condizioni che possono influenzare profondamente la qualità della vita e non devono essere subite come “normali fastidi femminili”. Ma cercando un rimedio a questi sintomi, magari anche solo l’idea di affrontare possibili interventi chirurgici o l’ennesima visita ginecologica ti ha bloccata. Alla luce di questi timori, per accogliere la sensibilità del tuo corpo e della tua sfera emotiva a 360°, sappi che esiste un rimedio efficace senza l’uso di aghi chiamato elettroporazione vaginale (EPV).
Esploriamo tutte le caratteristiche e benefici di questa tecnica e come si svolge nella pratica.
Cos’è l’elettroporazione vaginale e i suoi vantaggi
L’elettroporazione vaginale è una tecnica di terapia fisica che sfrutta impulsi elettrici ad alto voltaggio, ma di brevissima durata (si tratta di millesimi di secondo) per consentire la veicolazione di principi attivi. La sua caratteristica è la multimodalità poiché è una tecnica che va a sommare più approcci di cura in un’unica strategia.
Molto spesso viene definita anche “infiltrazione virtuale” o “siringa priva di ago” perché attraverso l’elettroporazione si aprono i “pori delle cellule” attraverso cui è possibile veicolare i farmaci in sede (vulvare-vaginale). Dunque, come se si trattasse effettivamente di una iniezione, infiltrazione, ma senza l’introduzione di aghi.
Più precisamente, dal punto di vista scientifico: grazie agli elettrostimoli mirati ad alto voltaggio, si genera una variazione transitoria della permeabilità della membrana cellulare, creando dei piccolissimi canali temporanei chiamati elettropori. Tali canali (i pori) fungono da “porte di accesso” reversibili che permettono alle sostanze attive scelte di penetrare in profondità nei tessuti vaginali, superando le barriere che normalmente limitano l’efficacia di creme o gel superficiali.
I vantaggi scientifici dell’elettroporazione vulvare-vaginale
A differenza di terapie orali dove il farmaco assunto (ad esempio la pillola) deve attraversare tutto il corpo prima di arrivare a destinazione (quindi gran parte del suo principio attivo viene sprecato); o di altre tecniche che agiscono solo in superficie, come la ionoforesi, l’elettroporazione garantisce un’elevata biodisponibilità del principio attivo direttamente in sede e penetra in profondità.
Questo comporta diversi benefici clinici documentati fra cui:
- effetto Simil-Depot: la penetrazione profonda dell’EPV incrementa la persistenza del farmaco nel tessuto, prolungandone l’azione terapeutica nel tempo
- massima precisione locale: il principio attivo raggiunge concentrazioni elevate sulla mucosa o sul muscolo pelvico senza dispersione
- assenza di aghi: la procedura è innocua, indolore, non invasiva (o minivasiva) e non provoca lesioni ai tessuti
- sicurezza sistemica: concentrando il farmaco localmente, si riduce drasticamente l’assorbimento da parte del resto dell’organismo, eliminando così gli effetti collaterali tipici della somministrazione orale (come la sedazione spesso associata ad alcuni farmaci per il dolore neuropatico)
Quando è indicata l’elettroporazione?
L’elettroporazione vaginale è una metodica estremamente versatile poiché permette di personalizzare il trattamento in base alla sostanza veicolata dagli elettropori (estriolo, acido ialuronico, miorilassanti o anestetici).
È indicata principalmente per il trattamento di:
- Sindrome Genitourinaria della Menopausa (GSM): per contrastare la maggior parte dei sintomi tipici della menopausa fra cui secchezza vaginale, irritazione e dispareunia (dolore durante i rapporti) migliorando il trofismo dei tessuti in generale
- vulvodinia e vestibolodinia (VBD): fondamentale per veicolare localmente farmaci come l’amitriptilina o la lidocaina, agendo sulla sensibilizzazione nervosa. In questo modo si evitano le procedure classiche che potrebbero provocare dolore
- Sindrome da Dolore Pelvico Cronico (CPP): per il trattamento di dolori persistenti associati a disfunzioni ginecologiche o urinarie
- ipertono del pavimento pelvico e vaginismo: “iniettando” virtualmente farmaci come il diazepam per favorire il rilassamento muscolare profondo
- Sindrome della vescica dolorosa-uretrodinia e disagi post-parto: per gestire le infiammazioni del tratto genito-urinario inferiore e migliorare la guarigione dei tessuti
Come avviene l’elettroporazione vaginale e cosa aspettarsi
Il trattamento è ambulatoriale e si avvale di un dispositivo specifico (come l’EPV®) dotato di applicatori vaginali ergonomici. Per le donne che soffrono di forte dolore o restringimento del canale (sub-stenosi), esistono sonde di dimensioni ridotte studiate appositamente per garantire il massimo comfort.
Durante la seduta di elettroporazione vaginale la sonda ospita al suo interno una siringa contenente il mix di farmaci o sostanze naturali miscelate a un gel conduttore. Ma appunto la donna entra in contatto solo con la sonda e non con la siringa. Gli impulsi elettrici sono trasmessi attraverso degli anelli in acciaio inox chirurgico che rivestono la sonda. Una sessione dura solitamente circa 30 minuti e può essere divisa in fasi a frequenze diverse (ad esempio 100 Hz e 5 Hz) per massimizzare l’assorbimento e l’effetto antalgico del principio attivo iniettato virtualmente.
Gli studi clinici mostrano dati molto incoraggianti sull’efficacia dell’elettroporazione vulvare-vaginale. Ad esempio, in donne affette da dolore pelvico cronico, la scala del dolore (VAS) ha registrato cali drastici, passando mediamente da un valore di 7.4 a 2.3 al termine di un ciclo di trattamento. Ovviamente, al di là di essere ridotto al solo sollievo fisico, il beneficio del trattamento si traduce in un miglioramento globale della qualità della vita e della serenità intima femminile.
Elettroporazione, biofeedback o TENS: quali differenze?
Sebbene utilizzino tutte una sonda o impulsi elettrici, queste tecniche hanno scopi diversi, analizziamole nello specifico.
Il biofeedback è un processo di apprendimento muscolare attivo: serve a insegnarti a riconoscere e rilassare volontariamente i muscoli in ipertono. L’elettroporazione, come abbiamo visto, è una veicolazione biochimica passiva che serve a trasportare sostanze nutritive o farmaci nei tessuti profondi. Mentre la TENS (elettrostimolazione vaginale) si concentra esclusivamente sulla modulazione dei segnali del dolore andando a lavorare non sul muscolo ma sulla terminazione nervosa.
Esistono controindicazioni per l’elettroporazione vaginale?
L’elettroporazione è considerata una procedura sicura e innocua. Tuttavia, il trattamento è controindicato nei casi di gravidanza in corso; per le portatrici di pacemaker o dispositivi elettronici cardiaci; in caso di infezioni vulvo-vaginali acute o attive, oppure patologie neurologiche accertate.
Gli effetti collaterali sono rari. Circa il 7% delle donne sottoposte al trattamento può avvertire un lieve bruciore transitorio post-terapia, mentre una piccola percentuale può riportare una leggera sonnolenza dovuta all’azione locale dei farmaci miorilassanti o antalgici.
In Weda, l’elettroporazione vaginale è parte di un percorso di cura integrato. Verrai seguita da un’équipe di professioniste/i che collaborano per offrirti una visione olistica e personalizzata. L’obiettivo è utilizzare le migliori innovazioni cliniche, come la “siringa priva di ago”, per aiutarti a ritrovare il piacere di sentirti bene nel tuo corpo, con dolcezza e competenza. Prenota una seduta di elettroporazione vaginale con Weda.
Fonti
FAQ
Dopo quante sedute si vedono i primi risultati?
Un ciclo standard prevede tra le 8 e le 10 sedute con cadenza settimanale. Sebbene i cambiamenti cellulari inizino subito, i benefici sintomatici stabili si riscontrano solitamente dopo le prime 4-6 settimane di trattamento.
L’elettroporazione è dolorosa?
No, la tecnica è studiata per essere indolore. La sensazione percepita è un leggero formicolio o una percezione dello stimolo elettrico, sempre modulata in base alla tua soglia di tolleranza.
Posso riprendere le mie attività subito dopo il trattamento?
Sì, non è necessario alcun tempo di recupero. Trattandosi di una tecnica non invasiva, puoi tornare immediatamente alle tue attività quotidiane.
Quanto durano i benefici?
Grazie all’effetto di accumulo del farmaco nei tessuti, i risultati tendono a essere duraturi. In base alla patologia, la/il professionista valuterà se programmare sedute di mantenimento nel tempo.