È una sindrome causata dalla compressione o irritazione del nervo pudendo che causa dolore cronico, bruciore, formicolio o intorpidimento nella zona pelvica, perineale, rettale e genitale.
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperto in patologia vulvare e vulvodinia. Direttore scientifico Weda Milano.
La neuropatia del pudendo è una condizione di dolore neuropatico cronico che colpisce l’area pelvica e perineale a causa della compressione, infiammazione o danneggiamento del nervo pudendo.
A volte ci vogliono anni prima di ottenere una risposta. Anni di dolore cronico nella zona pelvica, di diagnosi errate, di terapie che non funzionano. Un periodo lunghissimo in cui la vita sembra essersi ridotta solo a una serie di rinunce. Allora, cerchi continuamente un nome per quel dolore, un punto di partenza da cui ricominciare a vivere. Sappi che quel nome che stai cercando potrebbe essere la neuropatia del pudendo, che ancora oggi è una condizione poco conosciuta, oppure difficilmente riconosciuta. Il ritardo diagnostico medio in Italia è di circa quattro anni e mezzo. Per questo informarsi e rivolgersi a dei medici specializzati e aggiornati è così importante. Il tuo dolore merita di essere validato e riconosciuto in tempi molto più brevi.
Che cos’è la neuropatia del pudendo
La neuropatia del pudendo (detta anche nevralgia del pudendo o sindrome del pudendo) è una forma di dolore neuropatico cronico causata da un danno, un’infiammazione o una compressione del nervo pudendo.
Il nervo pudendo è il principale nervo dei genitali esterni con diverse funzioni. Infatti, trasporta allo stesso tempo i segnali sensoriali (la percezione del dolore, del tatto e della temperatura), i segnali motori (che coordinano i muscoli della zona) e i segnali autonomici (che regolano alcune funzioni involontarie dell’organismo come la lubrificazione vaginale).
Tale nervo origina dalla parte bassa della colonna vertebrale, dalle radici sacrali S2, S3 e S4, e raggiunge i genitali esterni, il perineo, il canale anale e l’uretra. Data la posizione e la sua diffusione, il nervo pudendo si ritrova a dover attraversare spazi anatomici abbastanza angusti nella zona della pelvi e questo potrebbe indurre un’irritazione.Infatti, si parla di “sindrome da tunnel” o di sindrome da intrappolamento del nervo pudendo quando il nervo viene intrappolato e compresso mentre attraversa passaggi stretti tra i legamenti e i muscoli della pelvi, come tra il legamento sacrotuberoso e il legamento sacrospinoso, oppure all’interno del canale di Alcock. In questi punti di compressione si possono generare dolore e varie disfunzioni con dinamiche simili a quelle che generano la più famosa “sindrome del tunnel carpale”.
Neuropatia del pudendo: sintomi nelle donne
La nevralgia del pudendo è una condizione complessa, in relazione al carattere “misto” del nervo, che controlla diverse funzioni, come abbiamo visto, ma anche a causa della zona anatomica che attraversa. Così, spesso si manifesta con sintomi apparentemente scollegati tra loro e la sua sofferenza non provoca solo dolore pelvico persistente, ma può intaccare anche le normali funzioni vescicali, intestinali e sessuali.
I sintomi sono molto variabili da persona a persona e possono riguardare diverse aree del corpo. In ogni caso, la manifestazione principale è il dolore. Si manifesta tipicamente nella zona vulvare, vaginale, perineale e anorettale (ma non è raro che si irradi verso il coccige, i glutei o persino il polpaccio e il piede). Viene descritto come bruciore, fitte, sensazione di essere punte da spilli, sensazione di scariche elettriche, formicolio o intorpidimento. Il dolore può diventare talmente debilitante da sfociare nell’allodinia, per cui anche il semplice contatto con gli indumenti intimi può diventare difficoltoso.
Una delle caratteristiche del dolore da nevralgia del pudendo è il suo significativo peggioramento in posizione seduta; mentre tende a migliorare stando in piedi, sdraiata o seduta su un water (che è diverso dallo stare su una normale sedia). Si tratta di un dolore generalmente meno intenso al mattino e che si acuisce nel corso della giornata, ma che non sveglia durante il riposo notturno (è possibile avere difficoltà ad addormentarsi).
Oltre al dolore tipico, molte donne riferiscono anche una sensazione di corpo estraneo nella zona rettale o vaginale, simile alla percezione di una pallina, oppure di un oggetto caldo. A questa sensazione, è possibile che si accompagnino altri sintomi associati come: urgenza urinaria, minzione frequente, stipsi e senso di pesantezza pelvica.
Neuropatia del pudendo e rapporti sessuali
Il nervo pudendo è considerato il principale nervo della sessualità. Dunque, la sua neuropatia può rendere difficile vivere i rapporti sessuali serenamente. Infatti, qualora il nervo venisse compromesso, fra i sintomi è possibile elencare la dispareunia (dolore durante o dopo il rapporto), e in alcuni casi il disturbo da eccitazione sessuale persistente (PGAD), in cui l’eccitazione insorge senza desiderio e viene vissuta come intrusiva e disturbante.
Differenza tra vulvodinia e neuropatia del pudendo
Alla luce di una sintomatologia apparentemente molto simile, le due condizioni vengono spesso confuse, ma presentano delle differenze. In breve: la vulvodinia è un dolore tipicamente circoscritto all’area vulvare, mentre la neuropatia del nervo pudendo ha una distribuzione anatomica del dolore più ampia.
Tuttavia, nella vulvodinia è quasi sempre presente una componente di dolore neuropatico che coinvolge le terminazioni dei nervi pudendi. Quindi, le due condizioni sono in un certo senso collegate e possono presentare comorbilità, ma non sono la stessa cosa.
Cause e fattori associati
Le cause della sindrome del pudendo possono essere meccaniche o non meccaniche, fra le principali possiamo elencare:
- microtraumi cumulativi e ripetitivi a carico del nervo: stare sedute per molte ore (come accade per alcune professioni), la flessione ripetitiva dell’anca, il ciclismo e il jogging possono comprimere o irritare il nervo nel tempo
- parto: lo stiramento eccessivo dei muscoli del pavimento pelvico durante un parto vaginale difficoltoso
- interventi chirurgici pelvici: in particolare quelli che impiegano reti sintetiche (mesh) per il trattamento del prolasso possono causare cicatrici che intrappolano il nervo
- traumi diretti: cadute sul coccige e incidenti possono danneggiare direttamente il nervo o le strutture che lo circondano
- cause anatomiche: anomalie congenite dei legamenti, un muscolo otturatore interno ipertrofico o variazioni nel decorso del nervo possono predisporre alla compressione
- altre cause: il diabete, le infezioni virali come l’herpes zoster, la radioterapia pelvica e un dimagrimento rapido con perdita di massa muscolare rientrano tra i fattori meno frequenti ma riconosciuti
Diagnosi e difficoltà nel riconoscimento
La diagnosi di neuropatia del pudendo è essenzialmente clinica. Non esiste un esame strumentale specifico che la identifichi con certezza. Dunque, il medico si basa sull’ascolto dei sintomi e sulla storia clinica, sull’esame obiettivo e sull’applicazione dei cosiddetti Criteri di Nantes. Si tratta di una lista di parametri clinici elaborata da esperti per guidare la valutazione.
I Criteri di Nantes sono 5:
- dolore nel territorio anatomico del nervo pudendo
- peggioramento in posizione seduta
- assenza di dolore notturno che svegli
- assenza di deficit sensitivi oggettivi all’esame clinico
- sollievo con il blocco anestetico del nervo
L’ultimo è il criterio più significativo: se l’iniezione di anestetico locale nelle vicinanze del nervo riduce il dolore di almeno il 50%, è una conferma importante della diagnosi. In ogni caso, se tutti e cinque i criteri sono soddisfatti, generalmente non sono necessarie ulteriori indagini.
In sede di diagnosi per la neuropatia del pudendo, è possibile che vengano eseguite anche scansioni TC addominali e pelviche o una risonanza magnetica (RM), ma principalmente per escludere altre patologie come tumori, endometriosi, oppure come esame prima di un intervento chirurgico. In associazione, i test neurofisiologici come l’elettromiografia (EMG) e i test di latenza motoria del nervo possono fornire informazioni supplementari.
Il problema del ritardo diagnostico
Uno degli aspetti più difficili di questa condizione è il ritardo con cui viene riconosciuta. Le donne che ne soffrono si ritrovano spesso ad accumulare visite su visite tra diversi medici per anni, ricevendo diagnosi errate o risposte che coinvolgono esclusivamente il lato psicologico, come se il dolore fosse legato solo allo stress o “immaginario”.
Secondo i dati dell’Associazione Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo, il ritardo diagnostico medio in Italia è di circa quattro anni e mezzo, e solo il 10-20% di chi cerca aiuto ottiene la diagnosi corretta alla prima visita specialistica. Dunque, riconoscere precocemente questa condizione è fondamentale.
Come si affronta e si gestisce
Il trattamento della neuropatia del pudendo è multimodale e personalizzato: non esiste un’unica terapia risolutiva, ma un approccio graduale che integra diverse strategie in base alle caratteristiche specifiche di ogni persona.
Tra le terapie più diffuse per la gestione dei sintomi possiamo trovare:
- protezione del nervo e cambiamento nello stile di vita: utilizzare cuscini a ciambella, evitare il ciclismo, la corsa, le attività con flessione ripetuta dell’anca e la posizione seduta prolungata sono accorgimenti fondamentali per prevenire ulteriori irritazioni del nervo
- terapia farmacologica: il dolore neuropatico richiede farmaci specifici, diversi dai comuni antidolorifici. Si usano antidepressivi triciclici come l’amitriptilina, anticonvulsivanti come il gabapentin e il pregabalin, miorilassanti e, in alcuni casi, integratori come la PEA (palmitoiletanolamide) e le vitamine del gruppo B. Nelle donne, le terapie ormonali locali possono risultare utili quando il fattore ormonale gioca un ruolo nell’irritazione del nervo, come ad esempio durante l’uso di contraccettivi estroprogestinici o in menopausa
- fisioterapia del pavimento pelvico: quasi sempre presente in questi quadri clinici, la disfunzione muscolare pelvica (ipertono) richiede un intervento riabilitativo mirato. La fisioterapia perineale lavora sul rilassamento muscolare, sulla desensibilizzazione dell’area e sul recupero della propriocezione attraverso tecniche manuali, biofeedback, TENS e utilizzo di dilatatori.
- infiltrazioni del nervo pudendo: iniezioni di anestetico locale e corticosteroidi nelle vicinanze del nervo possono avere sia valore diagnostico che terapeutico
- neuromodulazione e chirurgia: nei casi resistenti alle terapie conservative si può valutare la neuromodulazione sacrale. La chirurgia di decompressione del nervo è riservata a situazioni gravi con intrappolamento anatomico documentato; diversi studi mostrano risultati positivi a lungo termine, con miglioramento significativo della qualità della vita
- supporto psicologico: convivere con un dolore cronico, spesso non riconosciuto, ha un impatto profondo sulla sfera emotiva, relazionale e lavorativa. La psicoterapia individuale, condotta da professioniste/i esperte in dolore pelvico, è parte integrante del percorso e non un’alternativa alle cure mediche
Come funziona il percorso Weda
Dai un nome al tuo dolore e comincia un percorso terapeutico mirato. Se da anni convivi con sintomi dolorosi e debilitanti che interessano il pavimento pelvico e i genitali, potresti soffrire di neuropatia del pudendo. Scopri i percorsi Weda dedicati alla sindrome del pudendo e trova il supporto multidisciplinare di cui hai bisogno.
Fonti
- D. Porru, G. Galizia, F. Murina, C. Marra, S. Jann, I. Luglio, A. Marchi, e F. Zanardo, S. Carabelli, Vulvodinia e neuropatia del pudendo: un dolore senza voce. Associazione Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo – ETS, dicembre 2022. Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 2.0 IT: https://www.agite.eu/wp-content/uploads/2023/04/Dossier-Scientifico.pdf
- https://ainpu.it/diagnosi-terapie/
- https://www.vulvodinianeuropatiapudendo.it/guide/
- Aoun Fouad, Marwan Alkassis, Giorgio Abi Tayeh, Josselin Abi Chebel, Alberto Semaan, Julien Sarkis, Raymond Mansour, et al. “Sexual Dysfunction Due to Pudendal Neuralgia: A Systematic Review” in Translational Andrology and Urology, 2021: https://doi.org/10.21037/tau-21-13
- Andiman, Sarah E., Julia S. Maron, Vani Dandolu, Elisabetta Drugge, Ryan P. Cosgro, MegAnne M. Vasey, Gregory C. Spaulding, et al. “Impact of Pudendal Neuralgia Treatment on Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis.” in International Urogynecology Journal, 2024: https://doi.org/10.1007/s00192-024-06004-x
FAQ
Le risposte alle domande più frequenti sulla nevralgia del pudendo
Dalla neuropatia del pudendo si guarisce?
Sì. La guarigione è possibile, e diversi studi documentano remissioni complete anche a distanza di anni dall’inizio del trattamento. I risultati dipendono dalla precocità della diagnosi, dall’entità del danno nervoso e dall’aderenza a un percorso terapeutico personalizzato. La prospettiva non è necessariamente quella di convivere con il dolore per sempre: con un approccio adeguato, molte donne tornano a una qualità di vita normale.
Chi è lo specialista del nervo pudendo?
La neuropatia del pudendo richiede un approccio multidisciplinare. Le figure che più frequentemente intercettano questa condizione sono la/il ginecologa/o, la/il neurologa/o e la/il urologa/o specializzati in dolore pelvico cronico. Al percorso partecipano anche psicologhe/i.
La neuropatia del nervo pudendo peggiora camminando?
Dipende. Alcune donne riferiscono un peggioramento del dolore anche camminando, soprattutto se l’attività comporta flessioni ripetute dell’anca o una sollecitazione eccessiva del pavimento pelvico. In linea generale, la posizione eretta tende a ridurre la pressione sul nervo rispetto alla posizione seduta; tuttavia, attività come il jogging, il ciclismo o il sollevamento pesi sono da evitare. Passeggiate piane e ginnastica posturale sono generalmente le attività più indicate.