Sono delle cavità o sacche che si formano nell’ovaio, di dimensioni variabili a contenuto liquido e possono interessare una o entrambe le ovaie.
Ginecologa esperta in patologia del basso tratto genitale femminile, colposcopia e menopausa
Le cisti ovariche sono formazioni (delle “sacche”) contenenti liquido che si sviluppano all’interno delle ovaie o sulla loro superficie. Nella maggior parte dei casi sono benigne e temporanee, ma conoscerle aiuta a gestirle con più consapevolezza.
Scoprire di avere una o più cisti durante un’ecografia di routine può generare apprensione, soprattutto quando non si sa bene di cosa si tratti. Ma sappi che le cisti ovariche sono tra le condizioni ginecologiche più comuni. Nella maggior parte dei casi si risolvono da sole, mentre in altri si manifestano con dolori e irregolarità mestruale che meritano la giusta attenzione. Conoscere le diverse tipologie, i loro sintomi e le cause aiuta a distinguere quando è il caso di monitorare o approfondire.
Cosa sono le cisti ovariche
Le cisti ovariche sono sacche ripiene di liquido o materiale semiliquido di dimensioni variabili (centimetri) che si formano dentro o sulla superficie di uno o entrambi gli ovai. Nell’80% dei casi sono di natura benigna, e si presentano prevalentemente in donne al di sotto dei 40 anni. Molte cisti sono di tipo funzionale, cioè legate al normale ciclo ormonale; questo vuol dire che si formano quando un follicolo non rilascia l’ovulo o quando il corpo luteo (la struttura che rimane dopo l’ovulazione) non si riassorbe come previsto. Le cisti funzionali sono generalmente temporanee: circa l’82% regredisce spontaneamente entro 3 mesi, senza lasciare conseguenze.
Tipi di cisti ovariche
Accanto alle cisti funzionali esistono formazioni di diversa origine, che richiedono una gestione più specifica. Osserviamole nello specifico:
Cisti dermoide ovarica
La cisti dermoide, nota in ambito clinico come “teratoma cistico benigno”, non ha un’origine ormonale, bensì si sviluppa a partire da cellule (dette “germinali”) con un potenziale biologico molto ampio, motivo per cui può contenere materiale molto eterogeneo fra cui: tessuto cutaneo, ghiandole, capelli, e in alcuni casi persino strutture dentali o frammenti ossei. Si tratta di una formazione benigna, ma per via della composizione particolare e delle possibili dimensioni richiede monitoraggio e, nei casi opportuni, un intervento chirurgico conservativo.
Cisti endometriosica ovarica
La cisti endometriosica, conosciuta anche come “endometrioma”, si forma quando il tessuto endometriale cresce sull’ovaio anziché restare nella cavità uterina. Il suo contenuto è un liquido denso di colore marrone scuro (sangue mestruale accumulato nel tempo), per questo gli è valso il nome colloquiale di “cisti cioccolato”. Può causare dolore pelvico cronico, mestruazioni molto dolorose e, in alcuni casi, interferire con la fertilità.
A differenza delle cisti funzionali, la cisti endometriosica, come quella dermoide, non si riassorbe spontaneamente; di conseguenza, la sua gestione richiede un approccio specialistico e spesso multidisciplinare.
Cisti ovariche: sintomi
In realtà, una delle caratteristiche più comuni delle cisti ovariche è proprio l’assenza di sintomi. Per questo è molto frequente che la loro presenza venga scoperta assolutamente per caso, durante controlli ginecologici di routine o ecografie eseguite per altri motivi.
Tuttavia, nonostante il loro tipico carattere asintomatico, in alcuni casi possono manifestarsi attraverso alcuni segnali fra cui:
- dolore nella parte bassa dell’addome, sordo o a fitte, che compare e scompare senza una causa apparente
- senso di pressione o pesantezza pelvica, difficile da localizzare con precisione
- gonfiore addominale che persiste anche al di fuori del ciclo mestruale
- dolore profondo durante i rapporti sessuali (dispareunia)
- vescica che sembra non svuotarsi completamente, con necessità di urinare più spesso del solito
- variazioni del ciclo mestruale con flusso insolitamente abbondante o irregolarità nella cadenza
In ogni caso, neanche la comparsa di tali sintomi rappresenta un segnale chiaro che conduce immediatamente ed esclusivamente alla cisti ovarica. Infatti, si tratta di sintomi che possono facilmente sovrapporsi ad altre condizioni. Alla luce di tali fraintendimenti, quindi, è sempre importante discutere i propri sintomi con una/un ginecologa/o per un’interpretazione corretta.
Cisti ovarica e dolore alla gamba: come sono collegati
Il possibile dolore provocato dalla presenza delle cisti ovariche non sempre rimane circoscritto al basso addome. Quando una cisti raggiunge dimensioni considerevoli, infatti, può esercitare una pressione sulle strutture anatomiche vicine e irradiarsi verso la schiena, i fianchi e le cosce. Tale fenomeno è particolarmente evidente nel caso degli endometriomi. In questo particolare caso, il tessuto patologico può svilupparsi in prossimità di rami nervosi pelvici, incluso il nervo sciatico, generando dolore, intorpidimento o senso di pesantezza lungo la gamba, spesso scambiato per un problema muscolare o vertebrale.
Rottura della cisti ovarica: sintomi da riconoscere
La rottura di una cisti è una complicanza rara ma da non sottovalutare, che può essere innescata anche da attività fisica o rapporti sessuali. Il segnale più caratteristico è un dolore acuto e improvviso nella parte bassa dell’addome, accompagnato da nausea, vomito e senso di svenimento; nei casi più seri può verificarsi sanguinamento interno.
Sintomi di riassorbimento della cisti ovarica
Nella grande maggioranza dei casi, le cisti funzionali si risolvono autonomamente, dunque si riassorbono. Tale processo è quasi sempre silenzioso, non esistono segnali fisici certi che indichino con precisione la riduzione di una ciste. Quindi non aspettare invano di “sentire qualcosa”; l’unico modo per verificare il riassorbimento è un’ecografia di controllo, da eseguire nei tempi indicati dal medico.
Cisti ovariche cause e fattori di rischio
La comparsa di cisti ovariche è spesso legata agli squilibri nell’attività ormonale che governa il ciclo mestruale. Ma tra i fattori che possono favorirne la formazione rientrano anche:
- endometriosi, che può generare un tipo specifico di cisti (l’endometrioma)
- terapie per la stimolazione ovarica, utilizzate nei percorsi di procreazione medicalmente assistita
- gravidanza, durante la quale la cisti del corpo luteo è una presenza frequente e fisiologica nel primo trimestre
Cisti ovarica in menopausa
Dopo la menopausa, le cisti funzionali diventano rare, ma circa il 18% delle donne in post-menopausa può comunque presentare formazioni cistiche ovariche. In questa fase la valutazione medica richiede un’attenzione particolare, poiché il rischio di tumore ovarico aumenta con l’età, e il 90% dei tumori maligni ovarici compare dopo i 50 anni. Cisti semplici e stabili possono essere monitorate con ecografie periodiche; quelle con caratteristiche complesse o dimensioni rilevanti richiedono un approfondimento diagnostico più mirato e, nei casi indicati, l’asportazione chirurgica.
Cisti ovarica ecografia: come si fa la diagnosi
L’ecografia pelvica transvaginale è l’esame di primo livello per la diagnosi di cisti ovarica. Consente di visualizzare la struttura interna della cisti, le dimensioni, lo spessore delle pareti e la presenza di componenti solide o setti interni. Quando i risultati non sono conclusivi, è possibile ricorrere alla risonanza magnetica per una caratterizzazione più dettagliata.
Cisti ovariche dimensioni pericolose: quando operare
Le dimensioni sono un criterio importante ma non esclusivo. Le cisti inferiori a 5 cm sono generalmente considerate a basso rischio e da monitorare nel tempo. Di solito, si valuta l’intervento quando la cisti supera i 5-10 cm di diametro, non mostra segni di riduzione ai controlli, causa sintomi che impattano sulla qualità di vita, oppure quando le caratteristiche all’imaging suggeriscono la necessità di un esame istologico.
In ogni caso, la diagnosi definitiva sulla natura della formazione si ottiene solo attraverso l’esame istologico dopo l’asportazione chirurgica. Nessun esame strumentale, da solo, può escludere o confermare con certezza assoluta la malignità.
Ciste ovarica maligna: caratteristiche e segnali d’allarme
La stragrande maggioranza delle cisti ovariche è benigna, ma esistono caratteristiche che possono rendere necessari ulteriori accertamenti.
I principali segnali d’allarme ricercati durante l’ecografia includono:
- presenza di componenti solide all’interno della cisti
- pareti spesse, irregolari o presenza di setti interni
- piccole escrescenze (proiezioni papillari) rivolte verso l’interno della sacca
- accumulo di liquido nell’addome (ascite)
In ogni caso, la presenza di uno o più di questi segnali non equivale a una diagnosi; più che altro si tratta di indicatori che richiedono un approfondimento.
Come si cura una ciste ovarica
Nella maggioranza dei casi le cisti funzionali si riassorbono da sole, senza necessità di intervento. L’approccio più comune è il monitoraggio attivo nel tempo con ecografie di controllo programmate. Non esistono farmaci in grado di indurre il riassorbimento di una cisti già formata; in alcuni casi però il medico può valutare una terapia ormonale per ridurre la probabilità che se ne formino di nuove.
Laparoscopia per cisti ovarica: quando è necessaria
Nei casi in cui viene indicato l’intervento per la risoluzione della cisti, la laparoscopia è la prima scelta. Si tratta di una tecnica minimamente invasiva che permette di asportare la cisti preservando il tessuto ovarico sano e garantisce tempi di recupero ridotti rispetto alla chirurgia tradizionale. È indicata in presenza di cisti persistenti, voluminose, sintomatiche o con caratteristiche ecografiche che richiedono un esame istologico per escludere patologie maligne.
Non ti allarmare se hai scoperto di avere delle cisti ovariche durante una ecografia, nella maggioranza dei casi sono formazioni benigne che si risolvono da sole e non richiedono un intervento. Ma in ogni caso, meritano ascolto, attenzione e una valutazione accurata. Scopri di più sui percorsi Weda per la salute ovarica e trova il supporto specialistico più adatto a te.
Fonti
- https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-salute-delle-donne/altre-anomalie-ginecologiche/cisti-ovariche-e-altre-masse-ovariche-benigne
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/cisti-ovariche
- https://www.endometriosifvg.it/cose-una-cisti-endometriosica/
Nezhat FR, Cathcart AM, Nezhat CH, Nezhat CR. “Pathophysiology and Clinical Implications of Ovarian Endometriomas.” Obstetrics & Gynecology. 2024;143(6):759-766. DOI: 10.1097/AOG.0000000000005587
FAQ
Le cisti ovariche possono bloccare il ciclo mestruale?
Sì, in alcuni casi. Alcune cisti producono ormoni che interferiscono con la regolarità del ciclo, causando ritardi, mestruazioni irregolari o flussi più abbondanti. Se noti cambiamenti significativi, è utile parlarne con un medico.
È possibile rimanere incinta con una ciste ovarica?
Molte persone portano avanti una gravidanza in presenza di cisti ovariche senza particolari complicazioni. Nel primo trimestre è anzi fisiologica la comparsa della cisti del corpo luteo, che tende a scomparire spontaneamente.
Come si cura una ciste ovarica?
Dipende dal tipo, dalle dimensioni e dai sintomi. Le cisti funzionali vengono monitorate nel tempo con ecografie periodiche, poiché tendono a regredire da sole. Nei casi più complessi si valuta l’asportazione chirurgica per via laparoscopica.
È possibile eliminare la cisti ovarica senza intervento chirurgico?
Sì, per le cisti funzionali è la norma. Si riassorbono spontaneamente senza alcun intervento chirurgico, e nella maggior parte dei casi scompaiono entro 3 mesi.