È una patologia cronica e progressiva del tessuto adiposo, che provoca un accumulo anomalo di grasso sottocutaneo, prevalentemente su gambe, fianchi e talvolta braccia, e caratterizzato da dolore, fragilità capillare e sproporzione corporea.
Il lipedema è una patologia genetica, cronica, infiammatoria che colpisce il sistema endocrino e connettivale provocando un accumulo anomalo di grasso negli arti, soprattutto inferiori. È caratterizzata dal dolore e dal non colpire mani e piedi.
Ti sembra di averle provate proprio tutte: diete, attività fisica, massaggi; eppure le gambe non accennano a snellirsi. Anzi, fanno male al tatto, si riempiono di lividi senza una ragione apparente, e quella sgradevole sensazione di peso agli arti ti accompagna dal mattino alla sera. Magari avrai pensato che stai sbagliando qualcosa, che “devi solo impegnarti di più”, ma sappi che non è così. Quello che stai vivendo potrebbe avere un nome ben preciso, il lipedema. È una patologia reale, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non dipende dalla tua forza di volontà né da abitudini scorrette.
Meriti un ascolto empatico, un approccio multidisciplinare e una équipe di medici che riescano davvero a individuare quello che ti affligge, al fine di preparare un percorso di cura personalizzato.
Lipedema: cos’è davvero
Il lipedema è una patologia cronica, progressiva e genetica che colpisce il tessuto connettivo, determinando un accumulo anomalo e patologico di grasso in zone specifiche del corpo, soprattutto gambe, fianchi e glutei, e in alcuni casi anche le braccia.
Riconosciuto dall’OMS nel 2018, il lipedema viene classificato come una malattia del sistema endocrino e connettivale; dunque, in realtà c’entra ben poco il tuo stile di vita (ad esempio, quanto mangi), anche se ovviamente, le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà possono peggiorare la situazione.
Osservando cosa succede sotto pelle, all’interno delle cosce, ad esempio, vedremo che le cellule adipose alterano la struttura che le circonda, favorendo così l’accumulo di particolari molecole capaci di intrappolare liquidi come una spugna. Il risultato è un gonfiore denso e compatto, molto diverso da una normale ritenzione idrica, che non risponde alle strategie dimagranti abituali e che spesso non emerge nemmeno agli esami di routine.
Lipedema sintomi: come riconoscerli
Ancora prima del grasso accumulato, il sintomo principale del lipedema è il dolore; tanto che in medicina si usa il principio: “senza dolore, non c’è lipedema”. Si tratta di un dolore noto come “lipalgia”, che può presentarsi in modo spontaneo oppure essere scatenato dal semplice contatto o dalla pressione sugli arti.
Accanto al dolore, i sintomi del lipedema più frequenti includono:
- sproporzione simmetrica tra tronco e arti: il busto rimane spesso proporzionato o esile, mentre la zona inferiore come le gambe, i fianchi e i glutei appaiono voluminosi e sproporzionati rispetto al resto del corpo
- risparmio di mani e piedi: le estremità non sono coinvolte dall’accumulo di grasso, una caratteristica che spesso genera un evidente “anello” o “cuscinetto” di tessuto appena sopra le caviglie o i polsi
- sensazione di pesantezza e tensione agli arti, in particolar modo nel corso della giornata
- fragilità capillare: tendenza a sviluppare lividi ed ecchimosi anche senza traumi significativi
- resistenza totale a dieta ed esercizio fisico: il grasso del lipedema non risponde alle restrizioni caloriche, all’attività fisica intensa, né alla chirurgia bariatrica. Questo è spesso il segnale più frustrante e frainteso della patologia
Gli stadi del lipedema
Il lipedema presenta 3 diversi stadi che non sono comunque correlati all’intensità del dolore. Ciò vuol dire che anche se ti trovi al primo stadio potresti avvertire un dolore più marcato rispetto a chi è in uno stadio più avanzato. L’incidenza del dolore è soggettiva.
In ogni caso, la progressione della malattia viene descritta in 3 stadi morfologici:
- Stadio 1: la pelle ha ancora un aspetto uniforme, ma al di sotto è già percepibile un ispessimento del tessuto, con piccole formazioni tondeggianti di consistenza elastica, simili a granuli
- Stadio 2: la pelle assume un aspetto irregolare, simile a quello detto “a materasso” o “a buccia d’arancia”; nel tessuto si formano noduli più grandi e strutture irregolari
- Stadio 3: compaiono deformazioni pronunciate con formazione di lobuli sporgenti, che possono compromettere significativamente la mobilità.
Lipedema cause e fattori associati
Le cause del lipedema sono multifattoriali e non ancora completamente chiarite, ma diversi elementi sono accertati, fra cui:
- predisposizione genetica: in una percentuale oscillante tra il 15 e il 60% dei casi si riscontra familiarità. Inoltre, è stata identificata una mutazione del gene AKR1C1 in alcune famiglie con più soggetti colpiti
- influenza ormonale: il lipedema è strettamente legato agli estrogeni, che influenzano la struttura del tessuto connettivo e la funzionalità dei vasi. Tale corrispondenza spiega come mai la patologia insorga o peggiori in momenti di forte cambiamento ormonale come la pubertà, la gravidanza e la menopausa.
- infiammazione cronica del tessuto: le cellule adipose ingrossate comprimono i piccoli vasi sanguigni e di conseguenza riducono l’ossigeno disponibile per le cellule vicine. Alcune di queste muoiono, e il sistema immunitario interviene per “ripulire” l’area. Ma quando questa risposta difensiva non si spegne, si innesca un’infiammazione cronica che alimenta il dolore nel tempo e deteriora progressivamente il tessuto colpito
Come si diagnostica il lipedema
La diagnosi del lipedema non si fa in laboratorio, ma attraverso l’ascolto: il racconto della persona, l’osservazione diretta delle aree colpite e la valutazione manuale del tessuto sono gli strumenti principali. Nessun esame del sangue o indagine strumentale è in grado, da solo, di confermare la patologia; sebbene alcuni accertamenti possano essere utili per escludere condizioni con sintomi simili, come il linfedema o l’insufficienza venosa.
Il ritardo diagnostico medio è di circa dieci anni. Molte persone vengono a lungo etichettate come semplicemente in sovrappeso, o si sentono ripetere che “dovrebbero solo fare più movimento”. Si tende a colpevolizzare la persona, che in realtà non ha controllo sul lipedema. Il ritardo diagnostico ha un costo reale in termini di progressione della malattia (ricordiamo i 3 stadi) e di sofferenza fisica ed emotiva.
I criteri su cui si basa la diagnosi comprendono:
- distribuzione simmetrica e bilaterale del grasso con risparmio di mani e piedi
- presenza di lipalgia
- fragilità capillare (correlata anche alla comparsa di lividi frequenti)
- resistenza alle terapie dimagranti
- familiarità della condizione
Un altro elemento utile per distinguere il lipedema dal linfedema, ad esempio, è il segno di Stemmer. Nel lipedema il segno risulta negativo quando è possibile pizzicare e sollevare la pelle sul dorso delle dita dei piedi, poiché il tessuto non è irrigidito. Nel linfedema, invece, il segno è positivo quando la pelle non si riesce a sollevare perché il tessuto è ispessito e fibrotico.
Nei casi in cui sia necessario escludere altre patologie, il medico può richiedere esami del sangue, un’ecografia del tessuto sottocutaneo o misurazioni antropometriche specifiche. Il BMI, da solo, non è un indicatore affidabile in presenza di lipedema, proprio a causa della distribuzione localizzata e asimmetrica del grasso rispetto al tronco.
Differenza tra lipedema e cellulite
Una delle ragioni più frequenti di diagnosi mancata è la confusione tra lipedema e cellulite. Sebbene visivamente possano sembrare simili, soprattutto nello stadio 2, quando la pelle assume un aspetto irregolare, si tratta di condizioni profondamente diverse.
La cellulite è un inestetismo, non una patologia: non provoca dolore spontaneo né al tatto, non presenta la fragilità capillare tipica del lipedema e può rispondere a trattamenti estetici o a cambiamenti dello stile di vita.
Il lipedema, invece, come abbiamo visto, è una malattia sistemica con una componente infiammatoria e fibrotica che richiede un approccio medico strutturato.
Lipedema cure: come si affronta la patologia
Non esiste ancora una cura definitiva che elimini la predisposizione genetica al lipedema, ma esistono trattamenti efficaci in grado di gestire i sintomi, rallentare la progressione e migliorare la qualità della vita.
Le cure per il lipedema si articolano in 3 pilastri principali, spesso integrati tra loro:
Approccio conservativo
La terapia conservativa è un percorso continuativo e multidisciplinare che accompagna la persona nel lungo periodo. Comprende la terapia fisica decongestiva (linfodrenaggio manuale, bendaggi e indumenti compressivi a trama piatta su misura), che aiuta a ridurre il gonfiore e a lavorare in profondità sull’infiammazione del tessuto.
A questa si affianca l’attività fisica a basso impatto articolare, preferibilmente in acqua, come nuoto o acquagym, che migliora la circolazione senza sovraccaricare i tessuti già compromessi.
Infine, il supporto psicologico completa il quadro, fondamentale per affrontare l’impatto emotivo di una patologia cronica spesso invisibile agli occhi degli altri.
Dieta per il lipedema
La dieta per il lipedema non coincide con una classica dieta dimagrante. Mangiare meno non basta, e il solo contare le calorie risulta quasi sempre inutile e scoraggiante per chi convive con questa patologia. L’obiettivo è diverso, la dieta serve a ridurre l’infiammazione diffusa nell’organismo attraverso un’alimentazione anti-infiammatoria e isoglicemica, che stabilizzi i picchi di insulina nel sangue e protegga i microvasi dalla permeabilità eccessiva.
Chirurgia funzionale
Quando la terapia conservativa, condotta per almeno dodici mesi, non consente un controllo sufficiente del dolore, si può valutare l’opzione chirurgica. La chirurgia per il lipedema è una chirurgia funzionale, non estetica. Il suo scopo è quello di rimuovere fisicamente il tessuto adiposo malato per decomprimere i tessuti, ridurre il dolore e migliorare la mobilità.
Le tecniche utilizzate più frequentemente come la PAL (liposuzione vibroassistita) e la WAL (liposuzione a getto d’acqua) adottano un approccio lymph-sparing, ossia progettato per preservare i vasi linfatici durante l’intervento. Poiché i volumi da trattare sono spesso elevati, possono essere necessari più interventi sequenziali. I risultati in termini di riduzione del dolore e miglioramento della qualità della vita sono significativi.
Come funziona il percorso Weda
Allo stato attuale non esiste una terapia che elimini la predisposizione genetica alla base del lipedema. Tuttavia, con un percorso personalizzato e multidisciplinare è possibile migliorare significativamente i sintomi e la qualità della vita. La nostra équipe di medici specializzati ti accompagna nella diagnosi e nella gestione della patologia con un piano costruito sulle tue specificità. Puoi accedere ai nostri percorsi terapeutici personalizzati nelle sedi di Milano e Palermo.
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Fonti
- https://medizinonline.com/it/lipedema-un-disturbo-doloroso-del-tessuto-adiposo-delle-estremita-nelle-donne/
- Shin BW, Sim YJ, Jeong HJ, Kim GC. “Lipedema, a rare disease.” in Ann Rehabil Med. 2011;35(6): pp. 922-927. DOI: https://doi.org/10.5535/arm.2011.35.6.922
- https://lipedemaitalia.info/lipedema/
- https://www.lipedema.com/lipedema-is-not-just-fat
- https://lipedemaitalia.info/cura-e-trattamento/
FAQ
Chi cura il lipedema alle gambe?
Il lipedema richiede un approccio multidisciplinare e trovare i professionisti giusti non è sempre semplice. Nella sede Weda Palermo trovi specialisti dedicati che seguono tutti gli aspetti della patologia: dalla diagnosi alla cura.
Il lipedema fa male solo alle gambe?
No. Il lipedema colpisce prevalentemente gli arti inferiori ma può interessare anche glutei, fianchi e, in alcuni casi, le braccia. Le mani e i piedi sono sempre risparmiati dall’accumulo di grasso patologico.
Come si distingue il lipedema dall’obesità?
Nell’obesità il grasso si distribuisce in modo generalizzato e risponde alla dieta e all’esercizio fisico. Nel lipedema, invece, la distribuzione è localizzata e simmetrica agli arti, il tronco rimane proporzionato e il tessuto è completamente resistente alle restrizioni caloriche e all’attività fisica. Il dolore al tocco è presente nel lipedema, assente nell’obesità.