È una famiglia di virus responsabile dell’infezione sessualmente trasmessa che può causare verruche genitali, cancro della cervice, della vagina, della vulva, dell’ano o della gola.
Specialista in Ginecologia e Ostetricia esperta in patologia del basso tratto genitale, patologia vulvare e vulvodinia
L’HPV Papilloma Virus Umano nelle donne è un’infezione sessualmente trasmissibile molto comune che può causare condilomi e in alcuni casi tumori della cervice.
Si parla poco di HPV, e quando capita di nominarlo, viene accompagnato da una diffusa sensazione di imbarazzo e vergogna. Mille dubbi, domande e la paura di essere giudicata come “promiscua” di fronte ad un HPV test positivo. In realtà, il Papilloma Virus Umano (HPV) è l’infezione sessualmente trasmessa più comune tra le donne; si stima che circa l’80% di quelle sessualmente attive lo contragga almeno una volta nella vita, spesso senza neanche accorgersene.
Il silenzio attorno a questa infezione non è affatto innocuo e ritarda le diagnosi, oltre ad alimentare lo stigma sociale e lasciare molte donne sole davanti a un referto che non sanno come leggere. Così, capire cos’è l’HPV, come funziona lo screening e cosa fare in caso di positività è il modo migliore per prendersi cura della propria salute.
Cos’è l’HPV (Papilloma Virus Umano)
Il Papilloma Virus Umano (HPV) è una famiglia di oltre 100 virus, di cui circa 40 colpiscono le mucose genitali. È l’infezione a trasmissione sessuale più diffusa nella popolazione femminile (ma anche maschile). Nella maggior parte dei casi, quando viene contratta, il sistema immunitario la elimina in autonomia entro uno o due anni, spesso senza che la donna se ne accorga, in quanto asintomatica.
Il rischio clinico riguarda una minoranza di questi ceppi, definiti ad alto rischio oncogeno (in particolare i tipi 16 e 18). Quando tali ceppi persistono nell’organismo possono alterare le cellule della cervice uterina, dando origine a lesioni chiamate neoplasie intraepiteliali cervicali (CIN). Se non vengono individuate e trattate in tempo, queste lesioni possono evolvere in tumore della cervice, un carcinoma quasi interamente causato proprio dall’HPV. Lo stesso virus può colpire anche vulva, vagina e area anale.
HPV sintomi nella donna: perché spesso non ci sono
L’HPV è un’infezione in gran parte silenziosa. Come accennato, nella maggioranza dei casi non provoca alcun sintomo visibile o avvertibile per lungo tempo. È proprio questo il suo aspetto più insidioso e il più pericoloso nel caso dei ceppi ad alto rischio oncogeno. Infatti, se l’assenza di segnali non significa assenza di infezione, allora l’informazione e la prevenzione sull’HPV diventano ancora più importanti.
A questo proposito, cerchiamo di offrire una panoramica sui sintomi dell’HPV (quando presenti):
- condilomi genitali (verruche): causati dai ceppi a basso rischio (6 e 11). Possono comparire anche dopo un’incubazione fino a 6 mesi. Si presentano sulla vulva, pareti vaginali, cervice, perineo o area anale come escrescenze molli, a volte simili a un piccolo cavolfiore. Di solito sono asintomatici, ma in alcuni casi possono causare prurito, bruciore o fastidio; e in gravidanza tendono a crescere più rapidamente
- lesioni precancerose: completamente asintomatiche e invisibili a occhio nudo. Vengono rilevate solo attraverso lo screening
- sintomi in fase avanzata: sanguinamento vaginale anomalo, dolore pelvico o presenza di una massa visibile
Una volta contratto, il virus papilloma HPV può entrare in una fase di latenza e riattivarsi anni dopo il contagio, per esempio in seguito a un indebolimento del sistema immunitario. Circa il 43% delle nuove rilevazioni del virus in età avanzata (come in menopausa), quindi, potrebbe essere dovuto proprio alla riattivazione di infezioni latenti, non a nuovi contatti.
Cause e fattori di rischio
L’HPV Papilloma Virus Umano si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o il contatto orogenitale. Poiché si trasmette per contatto pelle a pelle nella regione genitale, il preservativo riduce il rischio ma non garantisce una protezione totale.
I fattori che aumentano la probabilità che l’infezione persista e progredisca includono:
- immunosoppressione: un sistema immunitario indebolito per (HIV, farmaci o altre condizioni) fatica a eliminare il virus
- inizio precoce dell’attività sessuale e partner multipli: possono aumentare l’esposizione a ceppi diversi
- gravidanza: può influenzare la progressione delle lesioni
- stigma sociale: in alcuni contesti, la paura del giudizio porta le donne a evitare i controlli preventivi. L’associazione errata tra HPV e promiscuità (o prostituzione) recepita come una equazione indissolubile è una barriera sociale e psicologica che ritarda le diagnosi e aumenta il rischio di complicanze. In realtà basta anche un solo rapporto sessuale per il contagio. Come accennato, il numero di partner diverse/i può solo aumentare la possibilità.
Diagnosi: differenza tra Pap test e HPV test
La diagnosi e il monitoraggio dell’HPV Papilloma Virus Umano si avvalgono di due strumenti principali, spesso usati in combinazione che però rilevano cose diverse, ossia: l’HPV test e il Pap test (Duo Pap test).
L’HPV test (NAAT) è un test molecolare che ricerca il DNA o l’RNA dei ceppi ad alto rischio nelle cellule cervicali. Può individuare la presenza del virus prima ancora che abbia causato alterazioni cellulari visibili. Se il test risulta positivo, si procede spesso alla genotipizzazione per identificare i ceppi specifici, in particolare il 16 e il 18, responsabili della maggior parte dei tumori cervicali.
Il Pap test è un esame citologico. Analizza le cellule prelevate dalla cervice per individuare alterazioni morfologiche, lesioni precancerose (CIN, LSIL, HSIL) o la presenza di un tumore. Dice com’è lo stato delle cellule in quel momento.
In caso di anomalie in uno dei due test, il passo successivo può essere effettuare una colposcopia. Un esame che permette al medico di osservare la cervice con uno strumento ottico d’ingrandimento in combinazione con l’uso di acido acetico per far risaltare eventuali lesioni. Se necessario, alla fine della colposcopia viene eseguita una biopsia per confermare la diagnosi.
Test HPV positivo: cosa fare
Ricevere un risultato positivo al test HPV può generare disorientamento, paura, a volte vergogna. È una reazione comprensibile, ma è importante sapere che una positività nel test non si traduce in una diagnosi di cancro, né in un giudizio sulla condotta della propria vita sessuale!
Dopo aver ricevuto un HPV test positivo, bisogna rivolgersi a una/un ginecologa/o al fine di interpretare il risultato all’interno di un contesto clinico completo, ossia comprendere quale ceppo è stato rilevato dal test, qual è l’esito del Pap test, quali controlli sono indicati.
Vediamo di analizzare insieme quali sono le situazioni più comuni in linea generale:
- HPV positivo e Pap test negativo: è uno dei risultati che genera più confusione (ma è anche uno dei più comuni). Vuol dire che il virus è presente, ma non ha ancora causato alterazioni cellulari rilevabili. Non richiede un trattamento immediato ma un monitoraggio periodico con screening solitamente a 12 mesi
- HPV positivo con alterazioni cellulari lievi (LSIL): non richiede un intervento immediato ma follow-up (controlli) più ravvicinati nel tempo. In molti casi le lesioni regrediscono spontaneamente
- HPV positivo con alterazioni significative (HSIL): valutazione colposcopica e, se necessario, trattamento per rimuovere le lesioni precancerose
Cura e prevenzione per l’HPV: dal vaccino ai trattamenti
La prevenzione principale è la vaccinazione. Il vaccino 9-valente protegge dai ceppi responsabili di oltre il 70% dei tumori cervicali e del 90% dei condilomi. È più efficace se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale (in Italia è raccomandato e offerto gratuitamente a partire dagli 11–12 anni) ma può essere utile anche in età adulta. Altre misure preventive includono l’uso del preservativo e lo screening periodico, che rimane fondamentale anche per le donne vaccinate.
Infatti, attualmente non esiste una terapia antivirale in grado di eliminare l’HPV, ma è possibile accedere a diversi trattamenti per curare le sue manifestazioni cliniche. Per i condilomi genitali, ad esempio, si utilizzano farmaci topici (come imiquimod) o tecniche che eliminano le cellule alterate direttamente in sede, come la crioterapia (con il freddo), il laser, l’elettrocauterizzazione. Il trattamento per le lesioni precancerose della cervice (CIN), invece, prevede la rimozione delle cellule alterate attraverso procedure chirurgiche conservative come la conizzazione o la LEEP (escissione elettrochirurgica ad ansa).
Come funziona il percorso Weda
L’HPV è il virus a trasmissione sessuale più diffuso e comune. La prevenzione è un piccolo gesto che può donarti una grande tranquillità. Interessarsi alle procedure di screening è un atto di cura e amore verso il tuo corpo, non qualcosa di cui vergognarsi o avere paura. Scopri i percorsi Weda dedicati all’HPV Papilloma Virus Umano e allo screening ginecologico.
Fonti
- https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-infettive/infezioni-a-trasmissione-sessuale/infezione-da-papillomavirus-umano-hpv
- https://www.msdmanuals.com/it/casa/infezioni/infezioni-a-trasmissione-sessuale-its/infezione-da-virus-del-papilloma-umano-hpv
- Babu, M., A. Thakur, M. Sravyasri, et al. 2024. “Empowering Women’s Health: Examining the Impact of Human Papillomavirus (HPV) Vaccination on Cervical Cancer Treatment and Beyond” in Cureus Part of Springer Nature 16 (8): https://doi.org/10.7759/cureus.67287.
- GISCi, AIO, AOGOI, SIAPEC-IAV, SICi, SICPCV, SIGO, SItI, and SIV-ISV. 2020. “Linee guida condivise per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina. Follow-up post trattamento CIN2 e CIN3. Raccomandazione: vaccinazione anti-HPV post trattamento” Sistema Nazionale Linee Guida, Istituto Superiore di Sanità. Roma, 21 luglio 2020.
- Morse, Rachel M., Jennifer Brown, Julia C. Gage, Bryn A. Prieto, Patti E. Gravitt, J. Kathleen Tracy, Valerie A. Paz-Soldan, Lita E. Carrillo Jara, Esther Y. Garcia Satalay, Sarah D. Gilman, Helen E. Noble, Victor A. Palacios, E. Jennifer Ríos López, Anne F. Rositch, and Hermann F. Silva Delgado. 2023. “Easy Women Get It’: Pre-Existing Stigma Associated with HPV and Cervical Cancer in a Low-Resource Setting Prior to Implementation of an HPV Screen-and-Treat Program” in BMC Public Health 23: 2396. https://doi.org/10.1186/s12889-023-17324-w.
- Hermansson, Ruth S., Gabriella Lillsunde-Larsson, Gisela Helenius, Mats G. Karlsson, Malin Kaliff, Matts Olovsson, and Annika K. Lindström. 2024. “History of HPV in HPV-Positive Elderly Women” in European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology X 22: 100297. https://doi.org/10.1016/j.eurox.2024.100297.
FAQ
Le risposte alle domande più frequenti sull’HPV Papilloma Virus Umano
Posso avere l’HPV senza sintomi?
Sì, è la situazione più comune. La maggior parte delle infezioni da HPV (comprese quelle causate dai ceppi ad alto rischio) è completamente asintomatica per anni. Per questo lo screening periodico è l’unico strumento affidabile per individuare il virus o le sue conseguenze in tempo.
Il vaccino HPV serve anche da adulte?
Sì, può offrire protezione dai ceppi non ancora incontrati anche se è più efficace prima dell’esposizione al virus (dunque prima di diventare sessualmente attive). La valutazione sull’opportunità di vaccinarsi in età adulta va fatta con il medico in base alla storia individuale.
Come si trasmette l’HPV?
L’HPV si trasmette principalmente attraverso il rapporto sessuale inteso anche come il semplice contatto pelle a pelle nella regione genitale (quindi anche durante i preliminari, petting). Il preservativo riduce il rischio ma non lo elimina del tutto, poiché non copre tutte le aree potenzialmente esposte.
Come ti accorgi di avere il Papilloma Virus?
Nella maggior parte dei casi non te ne accorgi perché l’HPV è asintomatico. L’unico modo per scoprirne la presenza è attraverso gli screening di prevenzione, il Pap test e il test HPV. In alcuni casi, il virus può manifestarsi con dei “condilomi genitali”, cioè delle piccole protuberanze o strane escrescenze a forma di cavolfiore nella zona genitale o anale, provocate dai ceppi a basso rischio oncologico.