Un esame ginecologico di approfondimento che permette di osservare in dettaglio il collo dell’utero, la vagina e la vulva tramite uno strumento ottico d’ingrandimento.
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperta in menopausa e colposcopia
La colposcopia è un esame ginecologico di secondo livello. Ciò vuol dire che non si effettua durante un primo accesso per una visita ginecologica di routine, ma solo come approfondimento in seguito ad esami precedenti che hanno potuto rilevare anomalie. Di solito si prescrive dopo un Pap test con risultati non chiari, ad esempio, o un HPV test positivo. La colposcopia come esame in sè può generare allarme ma in realtà non è necessariamente indice di uno stato di patologia, talora serve proprio ad escludere situazioni preoccupanti o a monitorare nel tempo alterazioni di varia entità o nel follow up dopo interventi sul collo dell utero.
Viene eseguita tramite il colposcopio (da cui il nome): un microscopio montato su un braccio mobile quindi adattato alle esigenze ginecologiche. Lo strumento rimane completamente all’esterno del corpo della paziente venendo solo avvicinato all’imboccatura dello speculum, quindi ai genitali esterni e funziona come una sorta di “binocolo” ad alta precisione (vista la lontananza dell’oggetto da esaminare). Permette di valutare da lontano la cervice uterina, le pareti vaginali e la vulva con un ingrandimento fino a 40-60 volte.
Quando è indicata
La colposcopia viene prescritta in presenza di situazioni cliniche specifiche che meritano un ulteriore approfondimento, fra cui:
- HPV test positivo, in particolare se il ceppo rilevato è ad alto rischio (come il 16 o il 18) o se l’infezione persiste nel tempo
- Pap test con risultato anomalo, con lo scopo di approfondire visivamente la natura delle alterazioni cellulari rilevate
- Sanguinamenti anomali, ad esempio dopo i rapporti sessuali, o dolori pelvici di origine non chiara
- Follow-up dopo trattamenti (Leep, conizzazioni, dtc) per lesioni di alto grado (Cin 2/3) o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.
Come si svolge
Prima di iniziare, ogni passaggio dell’esame verrà spiegato con chiarezza: nulla viene eseguito senza che tu sappia cosa sta per succedere. Vengono rispettati i tuoi tempi e le tue emozioni. La colposcopia in media dura 20–30 minuti. Al termine è possibile tornare subito alla propria routine quotidiana.
L’esame si articola in tre fasi principali e utilizza il colposcopio dall’inizio alla fine per l’osservazione . Vediamo nello specifico cosa avviene.
Prima fase: detersione
La colposcopia si esegue sul lettino ginecologico, sdraiata sulla schiena con le gambe divaricate appoggiate agli appositi supporti. La/il ginecologa/o inserisce delicatamente lo speculum all’interno della vagina per visualizzare il collo dell’utero. Dopodiché pulisce la zona con la soluzione fisiologica per rimuovere eventuali residui di muco e secrezioni, al fine di garantire una visione chiara dell’area.
Seconda fase: test dell’acido acetico
Viene applicato sulla cervice un batuffolo imbevuto di acido acetico al 2–5%, che può causare un lieve bruciore/formicolio temporaneo. La sostanza fa emergere eventuali lesioni: le cellule anomale reagiscono colorandosi di bianco (si parla di “aree acetobianche”), così da permettere al medico di valutarne i particolari (i margini, lo spessore, il disegno vascolare, gli eventuali sbocchi ghiandolari) e da tradurre l’ immagine colposcopica in una classificazione a differente grado di rilevanza clinica.
Terza fase: test di Lugol
Si passa all’applicazione (sempre con un batuffolo imbevuto sulla cervice) di una soluzione a base di ioduro di potassio (tintura di iodio). I tessuti sani, ricchi di glicogeno, assorbono il colore e si scuriscono; le zone alterate, prive di glicogeno, invece, rimangono chiare. In questo modo è più facile definire l’estensione e la localizzazione di eventuali lesioni.
Se durante l’osservazione dei liquidi reagenti con il colposcopio vengono individuate aree anomale, allora il medico può eseguire immediatamente una biopsia mirata. Viene prelevata una piccolissima porzione di tessuto con un’apposita pinza il cui volume, per rendere l’ idea, è simile alla punta di una Bic; può provocare una lieve sensazione di pizzicore ma non richiede anestesia. In alcuni casi, le aree anomale possono essere trattate direttamente durante la seduta, senza dover prenotare un’altra visita.
Nei giorni successivi alla colposcopia è normale notare perdite vaginali scure, dovute alla tintura di iodio che si elimina spontaneamente o a piccole perdite di sangue dal punto della eventuale biopsia, non devi preoccuparti. Invece, è opportuno contattare il medico in caso di perdite di sangue abbondanti, febbre o forti dolori addominali.
Come prepararsi alla colposcopia
Non è necessaria una preparazione particolare. L’unica accortezza importante riguarda il momento del ciclo. Infatti, l’esame non può essere eseguito durante le mestruazioni, perché la presenza di sangue rende difficile la visualizzazione della mucosa. (Il momento ideale è tra il 10° e il 20° giorno dall’inizio della fase mestruale). Anche se sei in gravidanza puoi comunque sottoporti alla colposcopia senza problemi. Inoltre, nelle 24-48 ore precedenti è consigliabile evitare rapporti sessuali, lavande, creme o ovuli vaginali.
Infine, ricorda di segnalare al medico eventuali allergie all’acido acetico o allo iodio, le due sostanze utilizzate durante l’esame.
FAQ
Per quale motivo si fa la colposcopia?
Viene prescritta per approfondire anomalie emerse dal Pap test o da un HPV test positivo, ma anche per indagare sanguinamenti anomali spontanei o in particolare dopo i rapporti e dolori pelvici. Non sostituisce il Pap test, ma lo integra quando è necessario uno sguardo più ravvicinato.
Cosa succede se la colposcopia è positiva?
Significa che sono state individuate aree anomale. Di solito viene eseguita una biopsia per analizzarle in laboratorio, (Esame Istologico). Il risultato della biopsia determina il passo successivo: spesso si tratta di lesioni lievi da monitorare, in altri casi per lesioni di grado elevato può essere indicato un trattamento ( Leep, Conizzazione , Dtc) che, nell’ eventualità, è sempre eseguito ambulatoriamente in anestesia locale.
La colposcopia fa male?
In genere non è dolorosa. Si può avvertire un lieve bruciore/formicolio durante l’applicazione dei liquidi e un piccolo pizzicore in caso di biopsia.
Quando arrivano i risultati della colposcopia?
Generalmente entro 2-4 settimane per il referto istologico a seguito di una biopsia. Invece, se l’esame non ha evidenziato aree sospette e non è stata eseguita una biopsia, il medico comunica l’esito già al termine della seduta.