È una patologia ginecologica provocata dalla crescita di tessuto endometriale nella parete muscolare dell’utero (il miometrio).
Dirigente medico e responsabile dell’ambulatorio per la diagnosi e cura dell’endometriosi presso l’Arnas Civico di Palermo.
L’adenomiosi è una patologia ginecologica provocata dalla crescita di tessuto endometriale nella parete muscolare dell’utero (il miometrio).
Potrebbe cominciare così, con mestruazioni terribili fin dall’adolescenza, liquidate troppo velocemente come “tipici dolori femminili”. Ti sei convinta che fosse normale stare male durante il ciclo, e che avere il flusso abbondante fosse una tua “caratteristica”. Col passare del tempo, però, arriva altro. Arrivano i vari tentativi di gravidanza, le interruzioni spontanee, le terapie ormonali, i dubbi e i pareri medici contrastanti. Una diagnosi di adenomiosi potrebbe porre sotto una nuova luce tutto questo e dargli finalmente un nome.
Cos’è l’adenomiosi
L’adenomiosi è la proliferazione di tessuto endometriale all’interno del miometrio.
Ma cosa vuol dire questo?
Per spiegare cos’è l’adenomiosi bisogna partire dal capire come è fatto l’utero. La cavità interna dell’utero è rivestita dall’endometrio, un tessuto estrogeno-dipendente che ogni mese si ispessisce (per accogliere il possibile ovulo fecondato), dopodiché si sfalda e viene espulso all’esterno tramite il sangue mestruale (se non è avvenuta la fecondazione). L’esterno della cavità uterina, ossia la parete dell’utero, invece, è costituita da un tessuto muscolare chiamato miometrio.
Ora, nell’adenomiosi, le cellule dell’endometrio si sviluppano dove non dovrebbero: all’interno del miometrio. Ciò vuol dire che ogni mese, durante il ciclo mestruale, quel tessuto endometriale “fuori posto” reagisce agli ormoni proprio come l’endometrio normale. Ma essendo “intrappolato” nella parete muscolare uterina, può generare micro raccolte di sangue e dunque infiammazione, aumento di volume dell’utero e conseguente dolore.
Differenza tra adenomiosi ed endometriosi
L’endometriosi e l’adenomiosi potrebbero essere descritte come “due facce della stessa medaglia”. Infatti, entrambe sono caratterizzate dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale ed entrambe causano dolore legato alla stimolazione estrogenica. Tuttavia, nonostante le somiglianze, differiscono drasticamente per la localizzazione e l’impatto sull’utero.
Nello specifico, per quanto riguarda l’endometriosi, il tessuto endometriale si trova fuori dall’utero (ovaie, peritoneo, pelvi). Parlando di adenomiosi, invece, lo stesso tessuto endometriale cresce dentro la parete muscolare uterina (miometrio), provocando un ispessimento e aumento del volume dell’utero, con flussi molto abbondanti e talvolta continui.
I sintomi dell’adenomiosi
Per molti anni l’adenomiosi veniva diagnosticata quasi esclusivamente dopo l’asportazione dell’utero, attraverso l’esame al microscopio del tessuto (esame istologico). Era quindi considerata solo un reperto istologico, una “scoperta anatomica” fatta a posteriori. Oggi, invece, è riconosciuta come un’entità clinica responsabile di sintomi importanti.
Quindi, se soffri durante il ciclo e anche dopo, sappi che non vuol dire che hai la “soglia del dolore bassa”, ma che si è innescato un meccanismo biologico ben preciso, come abbiamo visto.
Esploriamo le maggiori aree sintomatiche di questa condizione e tutte le possibili manifestazioni più frequenti.
Dolore mestruale che peggiora nel tempo
La dismenorrea (dolore mestruale) è uno dei sintomi più frequenti della patologia. Spesso peggiora con l’avanzare degli anni, inizia a manifestarsi già nei giorni precedenti al sanguinamento e si irradia anche alla schiena o alle gambe. Molte testimonianze raccontano che “prima era sopportabile, poi è diventato sempre più forte”. Questo succede perché l’adenomiosi è una condizione progressiva: l’infiammazione nel muscolo uterino può aumentare nel tempo. Una diagnosi precoce potrebbe evitare di prolungare stati di sofferenza che peggiorano di anno in anno.
Sanguinamento uterino anomalo abbondante
L’adenomiosi è inclusa tra le cause di sanguinamento uterino anomalo (Abnormal Uterine Bleeding). Può presentarsi come:
- ciclo molto abbondante (HMB, heavy menstrual bleeding)
- spotting prima o dopo le mestruazioni (piccole perdite di sangue al di fuori del normale flusso mestruale)
- mestruazioni prolungate
Il sanguinamento così abbondante può portare a carenza di ferro e anemia, con stanchezza persistente e difficoltà di concentrazione. Quindi, se ti senti stanca tutto il mese, non solo durante il ciclo, potrebbe esserci un motivo fisiologico.
Dolore pelvico e durante i rapporti
Altri sintomi tipici dell’adenomiosi non vengono subito collegati al ciclo mestruale; ma si confondono con altre patologie, molte volte attribuite allo stress o alla tensione muscolare.
Fra i sintomi facilmente confondibili possiamo elencare:
- dolore pelvico persistente
- senso di peso al basso ventre
- dispareunia (dolore durante i rapporti)
Cause dell’adenomiosi e fattori associati
Le cause dell’adenomiosi non sono state ancora completamente chiarite, ma è certo che siano coinvolti fattori ormonali (come l’iperestrogenismo locale e la resistenza al progesterone) e meccanismi infiammatori.
Una delle teorie più accreditate è quella del “tissue injury and repair”, ossia: micro-traumi ripetuti nella zona di confine tra endometrio e muscolo uterino, che favoriscono la migrazione delle cellule endometriali nel miometrio.
Tra i possibili fattori associati alla patologia troviamo:
- gravidanze pregresse (il rischio aumenta con il numero di gravidanze)
- menarca precoce e cicli frequenti
- interventi uterini, soprattutto nel contesto di una gravidanza
Questi eventi non devono essere letti come le “cause dirette”, come dicevamo. I fattori scatenanti dell’adenomiosi, infatti, abitano ancora la dimensione dell’ipotesi; ma alcuni eventi possono modificare la struttura della parete uterina e favorirne l’insorgenza.
Adenomiosi e gravidanza
L’adenomiosi può rendere più complesso il concepimento, poiché un ambiente uterino infiammato può rappresentare una seria difficoltà per il corretto impianto embrionale. Ad esempio, le alterazioni della zona giunzionale possono influire sulla placentazione e sull’elasticità del miometrio. Dunque, vi è un possibile aumento di complicanze ostetriche, come:
- poliabortività
- parto pretermine
- malposizioni fetali
- maggiore probabilità di taglio cesareo
- aumento del rischio di emorragia post-partum
Nonostante queste difficoltà, però, molte persone riescono comunque a portare avanti una o più gravidanze. La differenza la fa una diagnosi precoce e un percorso personalizzato di monitoraggio al fine di ridurre i rischi.
Come diagnosticare l’adenomiosi
L’adenomiosi insorge più frequentemente tra i 40 e i 50 anni, ma oggi viene diagnosticata anche in donne più giovani; quindi, non esiste un target preciso anagrafico.
Pur essendo prettamente non invasiva, la diagnosi richiede esperienza per essere eseguita correttamente e centri specializzati aggiornati. Il ritardo diagnostico, infatti, è molto comune e può protrarsi per anni, considerando anche che le terapie ormonali in corso possono complicarne l’identificazione.
Ad oggi, le migliori tecniche per arrivare a una diagnosi certa sono l’ecografia transvaginale e la risonanza magnetica.
- ecografia transvaginale
è l’esame di prima scelta con sensibilità del 74% e specificità del 76% (con tecnologia 3D può arrivare fino all’84%). Consente di studiare la zona giunzionale e individuare cisti intramiometriali, aree iperecogene e alterazioni strutturali dell’utero. Potrebbe essere considerato un esame minimamente invasivo, perché prevede l’inserimento di una sonda all’interno della vagina. Tuttavia è ben tollerato, se eseguito con delicatezza, ascolto e rispetto. - risonanza magnetica
viene utilizzata nei casi dubbi o più complessi, per confermare lo spessore della zona giunzionale e la presenza di eventuali focolai intramiometriali.
A questi test va comunque accompagnato un esame obiettivo completo, con visita ginecologica ed esplorazione rettale, che rimane un passaggio necessario per individuare lesioni non evidenti all’imaging.
Adenomiosi: percorso di trattamento e cura
La gestione dell’adenomiosi è personalizzata e dipende dai sintomi, dall’età e dal desiderio di concepimento.
Di solito, la terapia farmacologica è il primo trattamento scelto per alleviare i sintomi nell’immediato e migliorare la quotidianità. Possono essere usati i farmaci ormonali come dienogest; contraccettivi combinati, LNG-IUS o analoghi del GnRH che vanno a ridurre il dolore e il sanguinamento. Invece, i più comuni FANS o l’acido tranexamico possono supportare nel controllo degli altri vari sintomi.
Qualora i trattamenti farmacologici si rivelino insufficienti, si possono valutare con molta prudenza interventi chirurgici conservativi (adenomiomectomia) nelle donne in cerca di gravidanza; oppure l’isterectomia, come trattamento definitivo, nel caso non ci sia il desiderio di gravidanza.
Come trattamento per l’adenomiosi, esiste anche l’embolizzazione uterina, che rappresenta una valida alternativa al fine di ridurre i sintomi in chi non può, o non vuole, ricorrere alla chirurgia. Tuttavia, i risultati di successo sono modesti (25%) e potrebbe necessitare di ulteriori trattamenti.
Come funziona il percorso Weda
Il dolore non è un tratto della personalità, ma piuttosto un segnale che il tuo corpo ti sta mandando. La tua sofferenza merita ascolto, un luogo safe in cui sentirti accolta. Scopri di più sul percorso Weda per l’adenomiosi per ricevere una diagnosi e un trattamento personalizzato.
Fonti
- AA.VV., Aspetti di ginecologia benigna. Vol. 1, Collana Sigo, Edra, 2023
FAQ
Le risposte alle domande più frequenti sull’adenomiosi
Chi è rimasta incinta con adenomiosi?
Nonostante una diagnosi di adenomiosi (con possibili difficoltà di concepimento e le complicanze ostetriche), molte donne riescono a portare a termine una o più gravidanze con successo.
L’adenomiosi può essere asintomatica?
Sì, l’adenomiosi può essere asintomatica in circa il 30% dei casi.
Adenomiosi e fibromi sono la stessa cosa?
No. I fibromi sono noduli benigni ben delimitati del muscolo uterino. L’adenomiosi è una infiltrazione diffusa o focale (quindi limitata) di tessuto endometriale nel miometrio. Le due situazioni cliniche possono comunque coesistere.