Un esame ginecologico diagnostico non invasivo che permette di osservare in dettaglio la vulva e il perineo.
Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperta in menopausa e colposcopia
La vulvoscopia è un esame ginecologico diagnostico non invasivo che permette di osservare in dettaglio la vulva e il perineo.
La vulvoscopia è un esame diagnostico approfondito alla vulva, che potrebbe dare un nome a tutta una serie di sintomi apparentemente di difficile identificazione come prurito alla vulva, bruciore, oppure la comparsa di macchie sulle grandi labbra.
Affrontare con serenità questo esame specifico, affidandosi a professioniste/i aggiornate ed empatiche, può accelerare le tempistiche di diagnosi e di miglioramento.
Cos'è la vulvoscopia
La vulvoscopia è un esame ginecologico non invasivo che consente di esaminare nel dettaglio la vulva e il perineo; una zona del corpo che comprende nello specifico: clitoride, piccole e grandi labbra, imene, meato urinario e area perianale. Si tratta di un esame diagnostico collocato a metà strada tra la ginecologia e la dermatologia. Infatti, molte patologie vulvari sono condizioni dermatologiche che sulla mucosa genitale si manifestano in modo diverso rispetto al resto del corpo, rendendo così necessaria una competenza specialistica.
L’esame viene eseguito tramite il colposcopio, ossia lo stesso strumento ottico usato nella colposcopia. Tale strumento permette di ingrandire i tessuti della zona vulvare e perineale da 6 fino a 40-60 volte rendendo visibili lesioni/alterazioni della mucosa, non osservabili a occhio nudo.
Vulvoscopia e colposcopia: quali sono le differenze
Pur utilizzando lo stesso strumento (il colposcopio), le due procedure esplorano aree diverse.
La vulvoscopia esamina esclusivamente i genitali esterni e non richiede l’uso dello speculum. Invece, la colposcopia osserva l’interno del canale vaginale e del collo dell’utero, ed è per questo che prevede la dilatazione con lo speculum.
Spesso i due esami vengono eseguiti nella stessa seduta, quando è necessario valutare l’intero basso tratto genitale femminile.
Quando è indicata
Tale esame ginecologico viene prescritto in presenza di sintomi o sospetti clinici ben precisi, fra cui:
- prurito persistente, bruciore, dolore o arrossamento vulvare che non si risolvono con i trattamenti abituali
- presenza di macchie, lesioni, erosioni o verruche nella zona vulvare
- HPV test positivo con sospetto di condilomi
- sospetto di patologie dermatologiche come il Lichen sclerosus, il Lichen planus o la psoriasi vulvare
- monitoraggio di lesioni precancerose (VIN) o follow-up dopo trattamenti ginecologici.
Prima si individua un’alterazione, più semplice sarà impostare un percorso di cura mirato. Una diagnosi precoce fa davvero la differenza, soprattutto alla luce di patologie croniche o di lesioni che nel tempo potrebbero evolvere e aggravarsi.
Come si svolge l’esame
La vulvoscopia si esegue sul lettino in posizione classica ginecologica (supina con le gambe divaricate) e dura circa 30 minuti. Come già spiegato, l’esame riguarda esclusivamente i genitali esterni, quindi nessuno strumento viene introdotto nella vagina. Il tutto si svolge come un’osservazione molto approfondita, senza nessuna penetrazione, quindi, o palpazione della zona vulvare, se non necessario ai fini diagnostici specifici.
Il medico inizia con un’ispezione a occhio nudo dell’intera area esterna, incluso il solco intergluteo (una zona spesso trascurata ma importante, dove possono annidarsi lesioni). Dopodiché segue l’osservazione tramite il colposcopio, che permette di esaminare i tessuti con un ingrandimento ottico, al fine di individuare anche le più sottili alterazioni.
Ogni passaggio viene spiegato prima di essere eseguito, e il ritmo dell’esame si adatta sempre a come ti senti. Se vengono individuate zone sospette (probabili lesioni per HPV o Lichen vulvare, ulcere, aree pigmentate) la/o specialista potrebbe eseguire una biopsia. In tal caso, viene prelevata una parte minima di tessuto; l’operazione non è dolorosa, potresti avvertire al massimo un pizzicore o un leggero fastidio. In seguito, il campione di tessuto può essere analizzato in laboratorio per definire con precisione la diagnosi.
Come prepararsi alla vulvoscopia
L’esame non può essere eseguito durante la fase mestruale (i giorni di flusso). A parte questa indicazione, non è necessaria una preparazione particolare. Nei 2-4 giorni precedenti l’esame è comunque consigliabile evitare: rapporti sessuali, l’uso di creme, ovuli, tamponi o lavande vaginali, e non rasare le parti intime per non alterare l’aspetto dei tessuti.
FAQ
La vulvoscopia è dolorosa?
No. E nel caso in cui venga eseguita una biopsia, al massimo si può si avvertire un piccolo fastidio.
Quando fare una vulvoscopia?
È un esame che prescrive la/lo ginecologa/o in base al quadro clinico. Quando si presentano sintomi persistenti come prurito, bruciore o dolore vulvare, lesioni visibili, HPV positivo, o sospetto di patologie fra cui il Lichen sclerosus.
Che legame c’è tra vulvoscopia e Lichen?
Il Lichen sclerosus è una delle patologie croniche più frequentemente diagnosticate tramite vulvoscopia. L’esame permette di osservare le caratteristiche alterazioni della mucosa e, se necessario, confermare la diagnosi con una biopsia prima di iniziare la terapia.