È un consulto ginecologico specialistico per monitorare la salute femminile, prevenire patologie croniche, gestire i tipici sintomi ormonali e migliorare la qualità della vita.
Ginecologa esperta in endocrinologia ginecologica con focus su menopausa e adolescenza
La visita in menopausa è un consulto ginecologico specialistico per monitorare la salute femminile, prevenire patologie croniche, gestire i tipici sintomi ormonali e migliorare la qualità della vita.
La menopausa è un momento decisivo della vita di ogni donna: i cambiamenti naturali e fisiologici non devono essere interpretati come una malattia ma adeguatamente gestiti. L’approccio terapeutico verso le donne, a volte in menopausa anche molto precocemente, non può prescindere dall’obiettivo di “ritorno alla normalità”.
Grazie a diverse strategie terapeutiche è possibile recuperare benessere e qualità della vita sul piano fisico, psicologico e sessuale; ed è proprio questa crescente consapevolezza di possibile miglioramento ad aiutare la donna a rompere il muro del silenzio. Così, la soglia di pudore tende ad abbassarsi su problematiche che, sempre meno, devono essere considerate come inevitabili conseguenze.
La corretta informazione sulle caratteristiche dei cambiamenti ormonali, corporei e psicologici aiuta a vivere questo momento con un atteggiamento adeguato: l’atteggiamento fa la differenza.
Perché una visita ginecologica nel periodo perimenopausale
La visita ginecologica nel periodo di tempo pre-post menopausale è una consulenza di endocrinologia ginecologica. È un momento clinico molto importante in cui viene valutato l’impatto dei cambiamenti ormonali sull’intero organismo (non soltanto sull’apparato genitale) con l’obiettivo di prevenire le complicanze legate alla carenza di estrogeni, gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita nel medio e lungo termine.
Il percorso di monitoraggio dovrebbe iniziare già prima dell’evento menopausa: già nella fase chiamata di “premenopausa” o “perimenopausa”, quando il ciclo diventa irregolare e tendono a comparire altri disturbi fra cui: insonnia, ansia, irritabilità, riduzione della libido, secchezza vaginale e si inizia a dimenticare le parole…
Come si conferma la menopausa: diagnosi clinica vs diagnosi biochimica
La diagnosi clinica di menopausa avviene dopo 12 mesi consecutivi di assenza di mestruazioni, intorno ai 50 anni di età in media. Non sempre sono necessari esami del sangue per confermare lo stato di menopausa.
In presenza dei sintomi tipici della carenza ormonale e in assenza del ciclo intorno all’età attesa, la diagnosi è principalmente clinica. Tuttavia, gli esami ormonali diventano fondamentali nei casi di menopausa precoce, in presenza di sintomi atipici o nel caso in cui si rivelasse necessaria una diagnosi differenziale con altre condizioni come le disfunzioni tiroidee o ovariche, che possono presentarsi con una sintomatologia simile.
Quando è indicata la visita di endocrinologia ginecologica in menopausa
Le donne sono spesso disorientate dai notevoli cambiamenti che si verificano nell’umore, nei ritmi del sonno, nella memoria e nella forma fisica, oltre che dalla comparsa di sintomi vasomotori e urogenitali.
I sintomi vasomotori (VMS), o vampate di calore e sudorazione notturna, sono spesso considerati i sintomi principali dell’evento menopausa. Le vampate di calore hanno un impatto sulle attività quotidiane e l’attività lavorativa della maggior parte delle donne in post-menopausa, soprattutto quelle con sintomi più frequenti/gravi.
I sintomi della menopausa comprendono disturbi correlati al sistema nervoso centrale (SNC), alterazioni corporee legate a cambiamenti cardio-metabolici, alterazioni muscolo-scheletriche, atrofia urogenitale e cutanea e disfunzioni sessuali.
La perimenopausa è associata al peggior carico di sintomi menopausali, derivanti da cambiamenti neurochimici all’interno del SNC che portano a gravi sintomi vasomotori (le famose vampate), disturbi del sonno e depressione, che potrebbero influenzare la funzione cognitiva.
La carenza di estrogeni comporta spesso l’atrofia urogenitale con la comparsa di dolore durante i rapporti sessuali e le cistiti ricorrenti, l’invecchiamento della pelle, e osteoporosi e la sarcopenia si possono sviluppare durante il periodo post-menopausale.
Tuttavia, la visita è raccomandata a tutte le donne che hanno terminato il percorso riproduttivo, anche in assenza di sintomi. Di fronte al carattere asintomatico (almeno nelle fasi iniziali) di numerose patologie ginecologiche e oncologiche, la prevenzione è lo strumento più efficace per una diagnosi precoce e una cura tempestiva.
In ogni caso, la visita di endocrinologia ginecologica è fortemente consigliata in presenza di uno o più dei seguenti sintomi:
- sintomi vasomotori: sono tra i segnali più comuni della transizione menopausale e possono avere un impatto significativo sul sonno e sulla qualità di vita. Tra i possibili sintomi più frequenti troviamo vampate di calore (ondate che coinvolgono torace, collo e testa), sudorazioni notturne, tachicardia
- alterazioni del ciclo: irregolarità mestruali, flussi abbondanti o troppo frequenti, possono i primi segnali di una fase di transizione e indicano il momento ideale per iniziare un monitoraggio
- sintomi urogenitali e sessuali: secchezza vaginale, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), perdite anomale, calo del desiderio, aumentata frequenza delle infezioni urinarie, comparsa di incontinenza urinaria
- disturbi neuropsicologici: irritabilità, sbalzi d’umore, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza cronica, confusione mentale
- sintomi sistemici: dolori articolari e muscolari, alterazioni della pelle e dei capelli, modificazioni del metabolismo, disturbi intestinali o tiroidei associati
Come si svolge la visita in menopausa
La visita in menopausa segue un protocollo strutturato ma flessibile, che viene adattato di volta in volta alla storia e alle esigenze di ciascuna persona. In ogni caso, è possibile riconoscere alcuni momenti fondamentali che avvengono con molta frequenza durante questa visita specialistica.
Momento dell’anamnesi
In una visione olistica della donna, la visita comincia con un momento di ascolto. Nello specifico, la/il ginecologa/o raccoglie informazioni sulla storia clinica personale e familiare, sullo stile di vita (alimentazione, attività fisica, fumo, alcol) e sui sintomi specifici (qualora presenti). È anche il momento giusto per parlare di aspetti spesso trascurati come la qualità del sonno, cosa viene avvertito a livello emozionale e umorale, come viene vissuta la sessualità e com’è cambiata la relazione con il proprio corpo.
Questa è la fase in cui si potrà compilare una “lista dei desideri” insieme alla/al professionista. Tali desideri possono essere trasformati in obiettivi da voler raggiungere, che aiutano a capire quali sono gli aspetti fisici ed emotivi di maggiore sofferenza personale su cui si vuole intervenire.
Momento dell’esame clinico e screening
Si passa al momento della visita ginecologica, di solito eseguita con lo speculum per valutare lo stato della vagina e della cervice (ma ricordiamo che il percorso rispetta la tua sensibilità e i tuoi tempi, nessun passaggio è obbligatorio) e prevede l’attenta valutazione del vestibolo vaginale e della vulva . Infine, è possibile che vengano anche eseguiti il Pap test o l’HPV-DNA test se necessari per completare il quadro dello screening oncologico.
Esami di laboratorio
Qualora indicati, gli esami del sangue per la menopausa comprendono il dosaggio ormonale (FSH, LH, estradiolo, progesterone), il profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi), la glicemia, la funzionalità tiroidea ed epatica, il controllo della vitamina D.
Eventuali esami strumentali: dalla MOC alla mammografia
Fra gli esami strumentali è possibile eseguire mammografia ed ecografia mammaria compresi nella visita senologica per controllare la integrità mammaria. Può essere utile in alcuni casi eseguire anche gli esami di primo livello come la mineralometria ossea computerizzata (MOC), prescritta per valutare il possibile rischio di osteoporosi e fratture, complicanze molto frequenti nella fase post-menopausale.
Definizione del percorso terapeutico
Al termine della valutazione completa, la/il ginecologa/o discute i risultati della visita e degli eventuali esami prescritti proponendo le strategie terapeutiche disponibili, fra cui: la terapia ormonale sostitutiva (TOS), l’uso di fitoterapici, i trattamenti per i sintomi urogenitali, le modifiche dello stile di vita, dieta e attività fisica. Non esiste un’unica strategia terapeutica uguale per tutte e le scelte terapeutiche possono variare al trascorrere del tempo. Il piano terapeutico viene costruito in base alle caratteristiche individuali, alla storia clinica e alle esigenze della donna.
Fonti
- AA. VV., a nome della Società Italiana Ginecologia Terza Età (SIGiTE) e Società Italiana Menopausa (SIM)
Menopausa: istruzioni per renderla migliore. La salute delle donne in peri/post menopausa in 10 punti - A. Cagnacci, M. Gambacciani, M. Gallo, S. Lello, a nome del Direttivo della Società Italiana della Menopausa (SIM) e della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGiTE), “Raccomandazioni sulla terapia ormonale sostitutiva in menopausa” in Minerva Ginecologica, vol. 72, 2020, pp. 395–403.
- A. Capozzi, S. Ambroggio, A. Cagnacci, M. Gambacciani, S. Lello, C. Di Carlo, a nome dell’Executive Committee della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGiTE) e della Società Italiana della Menopausa (SIM), “Expert opinion by the Italian Society of Gynecology of the Third Age (SIGiTE) and the Italian Society of Menopause (SIM) on diagnosis and treatment of premature ovarian insufficiency” in Minerva Endocrinology, vol. 51, n. 1, 2026, pp. 88–95.
- AA. VV., “Phytotherapy for menopausal symptoms: recommendations of the Italian Menopause Society (SIM) and the Italian Society of Gynaecology for the Third Age (SIGiTE)” in Italian Journal of Gynæcology & Obstetrics, vol. 33, n. 4, 2021, pp. 214–223.
- AA. VV., “Eligibility criteria for Menopausal Hormone Therapy (MHT): a position statement from a consortium of scientific societies for the use of MHT in women with medical conditions” in Maturitas, vol. 166, 2022, pp. 65–85.
- AA. VV., a nome della The North American Menopause Society (NAMS), “The 2022 hormone therapy position statement of The North American Menopause Society”, Menopause, vol. 29, n. 7, 2022, pp. 767–794.
- https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2024/05/00Menop_Intro_1-261.pdf
- https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2024/05/05Menop_Sintomi_79-921.pdf
- https://www.epicentro.iss.it/focus/osteoporosi/osteo-pre
- https://www.evidence.it/articolodettaglio/209/it/500/linee-guida-per-la-diagnosi-e-il-trattamento-della-menopausa/articolo
FAQ
Posso sapere di essere entrata in menopausa tramite una visita ginecologica?
La visita di endocrinologia ginecologica è lo strumento principale per accertare lo stato di menopausa. Ma la diagnosi non deriva da un unico segno visivo, bensì da una combinazione di anamnesi, esame clinico e, se necessario, esami strumentali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la diagnosi è clinica e non richiede necessariamente esami del sangue per confermarla.
A che età fare la prima visita per la menopausa?
È consigliabile iniziare un monitoraggio specialistico alla fine del percorso riproduttivo, dopo i 40 anni, quando possono comparire le prime irregolarità mestruali tipiche della perimenopausa. Non è necessario aspettare la comparsa di sintomi importanti.
La terapia ormonale sostitutiva è consigliata per la menopausa?
Gli ormoni ben usati sono amici della salute delle donne. Pur non essendo sempre necessaria, la terapia ormonale è un’opzione terapeutica efficace per molti sintomi della menopausa e ha un profilo di sicurezza ben documentato quando prescritta in modo appropriato. Non è indicata in tutti i casi: la/il ginecologa/o valuterà benefici e controindicazioni specifiche prima di prescriverla.
La menopausa precoce richiede una visita diversa?
Richiede una visita di endocrinologia ginecologica. L’insufficienza ovarica precoce (assenza di mestruazioni prima dei 45 anni) richiede un percorso diagnostico più approfondito e un approccio terapeutico dedicato.