È un esame non doloroso che valuta la salute dell’ano e del retto, utile per diagnosticare emorroidi, ragadi, fistole o polipi.
Colonproctologo esperto in pavimento pelvico
La visita colon proctologica è un consulto medico fondamentale per la diagnosi e il trattamento dei disturbi e delle patologie che interessano l’ultimo tratto dell’intestino, ovvero il colon discendente, il retto e l’ano.
Nonostante certi sintomi possano generare davvero molto disagio nella vita quotidiana, si tende a rimandare una visita specialistica. Questo per la natura di questi sintomi che spesso provocano forte imbarazzo. Ma quando qualcosa non va nell’ultimo tratto dell’intestino (zona retto, ano) aspettare che il problema “passi da solo” non si rivela mai una strategia vincente. Non rimandare ancora quella visita colon proctologica: si tratta di un esame rapido, quasi mai doloroso, che permette di fare chiarezza in poco tempo.
Tramite la visita proctologica è possibile distinguere un disturbo comune da qualcosa che merita attenzione, e costruire un percorso di cura adeguato.
Visita colon proctologica: cos’è
La visita colon proctologica (detta anche visita coloproctologica) è un consulto specialistico dedicato alla salute del retto, del canale anale e dell’area perianale. È eseguita dal medico proctologo/a, una/o specialista della fisiologia e delle patologie dell’apparato colorettale, formato per riconoscere e trattare condizioni che vanno dalle emorroidi alle ragadi, dalle fistole ai prolassi, fino alle lesioni che richiedono un approfondimento oncologico.
Non è un esame da temere: dura generalmente tra i 20 e i 40 minuti e segue un protocollo preciso pensato per garantire il massimo comfort, rispetto e sensibilità.
Quando è indicata la visita colon proctologica
Alcuni sintomi vengono tollerati a lungo prima di essere portati all’attenzione di un medico. Eppure sono proprio questi a rendere necessaria una valutazione specialistica:
- sanguinamento: sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci
- dolore o prurito anale: persistente o che si ripresenta con frequenza
- alterazioni dell’evacuazione: sensazione di svuotamento incompleto, perdite involontarie di feci o muco, cambiamenti improvvisi nelle abitudini intestinali
- presenza di masse o protuberanze (emorroidi): noduli percepibili o fuoriuscita di tessuto
- secrezioni: muco o pus dall’ano
Questi sintomi possono intrecciarsi con altre condizioni come il dolore pelvico cronico o la disfunzione del pavimento pelvico, rendendo ancora più utile un approccio integrato tra specialisti.
Come si svolge la visita proctologica
La visita colon proctologica si svolge attraversando diversi momenti clinici o fasi. Esploriamole una per una.
Visita colon proctologica preparazione
Prima della visita è generalmente richiesto un piccolo clistere evacuativo (circa 250 cc) da eseguire la sera precedente o qualche ora prima dell’appuntamento, per pulire il canale rettale. Non è necessario digiunare né sospendere eventuali terapie farmacologiche in corso.
Colloquio iniziale
La visita comincia con un’anamnesi accurata: il medico ascolta i sintomi, raccoglie la storia clinica e indaga le abitudini intestinali e alimentari. È il momento più importante per contestualizzare quello che verrà osservato in seguito.
Esame obiettivo
Verrai invitata a sdraiarti sul fianco sinistro con le ginocchia flesse (la cosiddetta posizione di Sims, simile a quella fetale) che consente un accesso agevole e confortevole all’area perianale. Il medico procederà con un’ispezione visiva esterna e una palpazione delicata, seguita dall’esplorazione rettale digitale: un dito guantato e lubrificato permette di valutare il tono degli sfinteri e rilevare eventuali irregolarità sulle pareti interne. Quando necessario, viene applicata una pomata anestetica per eliminare qualsiasi possibile fastidio.
Indagini strumentali
Se l’esame clinico lo richiede, il medico può avvalersi di due strumenti aggiuntivi durante l’esame obiettivo, ossia:
- anoscopia: un piccolo cilindro trasparente di circa 7 cm che consente di visualizzare direttamente la mucosa del canale anale.
- rettoscopia: uno strumento più lungo, utilizzato per esplorare il retto fino a 25-30 cm di profondità, utile per individuare polipi o infiammazioni più interne.
Diagnosi e indicazioni
Al termine della visita, il medico illustra i risultati e propone il percorso personalizzato più appropriato. In molti casi è sufficiente una modifica dello stile di vita o una terapia locale; l’intervento chirurgico viene considerato solo quando strettamente necessario.
Fistole perianali: gli interventi mini-invasivi
Le fistole perianali sono canali anomali che si formano tra il canale anale e la cute circostante, spesso come esito di un ascesso non trattato. Per lungo tempo il loro trattamento ha richiesto interventi chirurgici invasivi, con tempi di recupero impegnativi e un rischio concreto di danni agli sfinteri.
Oggi esistono tecniche che cambiano sostanzialmente questo scenario. L’approccio mini-invasivo permette di visualizzare con precisione l’intero decorso della fistola e di trattarla dall’interno, eliminando il tessuto patologico senza incisioni estese e senza punti di sutura. Il tessuto sano circostante viene preservato, il trauma chirurgico ridotto al minimo e il recupero post-operatorio risulta significativamente più rapido e meno doloroso rispetto alle tecniche tradizionali.
Non tutte le fistole richiedono lo stesso approccio: è il medico a valutare, caso per caso, quale tecnica offra il miglior risultato in termini di efficacia e qualità di vita.
Se hai sintomi che interessano l’area retto-anale, non trascurarli a causa dell’imbarazzo; questo è il momento giusto per fare chiarezza! Il team di Weda è qui per accompagnarti con competenza e rispetto: prenota una visita colon proctologa.
Fonti
- https://www.youtube.com/watch?v=q5Dn3DcWbkE (intervista Dott.Di Lorenzo)
- https://www.siccr.org/glossario/esame-obiettivo-coloproctologico/
- https://www.siccr.org/informazioni-generali/chirurgia-delle-fistole-perianali-complesse-nuove-tecniche-e-tecnologie/
- https://www.siccr.org/informazioni-generali/emorroidi/
FAQ
Cos’è la visita coloproctologica?
È un esame specialistico che valuta la salute del retto, del canale anale e dell’area perianale. Permette di diagnosticare condizioni comuni come emorroidi e ragadi, ma anche patologie più complesse come fistole, prolassi o lesioni che richiedono ulteriori approfondimenti. È un esame rapido e nella grande maggioranza dei casi non doloroso.
Cosa non fare prima di una visita proctologica?
Non è necessario seguire preparazioni complesse. È sufficiente eseguire il piccolo clistere indicato e mantenere le normali abitudini alimentari. Non occorre digiunare né sospendere farmaci, salvo diverse indicazioni ricevute al momento della prenotazione.
Cosa fa il medico proctologo alla prima visita?
Alla prima visita il proctologo raccoglie la storia clinica, ascolta i sintomi e procede con l’esame obiettivo: ispezione esterna, palpazione e, se necessario, esplorazione rettale. L’obiettivo è avere un quadro completo già dal primo appuntamento, per orientare subito la diagnosi e le eventuali indagini successive.