La mammografia è una radiografia per individuare alterazioni sospette del tessuto mammario, mentre l’ecografia grazie agli ultrasuoni visualizza le strutture interne della mammella.
Radiologa Diagnostica
La mammografia e l’ecografia mammaria sono due esami di diagnostica che permettono di osservare l’interno del seno. Rispondono a esigenze diverse e si scelgono in base alla struttura del tessuto e alla storia clinica.
Il seno non è una parte del corpo come le altre: riguarda l’identità, l’intimità, a volte la maternità. Per questo sottoporlo a un esame non è mai solo una questione clinica, ma anche emotiva. Non è raro che prima di prenotare una mammografia o un’ecografia mammaria la testa possa riempirsi di domande e preoccupazioni.
Sapere come si svolgerà l’esame e a cosa serve può aiutarti molto. Ma conta anche trovare professioniste e professionisti capaci di ascoltare le tue domande e le tue ansie con empatia, senza giudizio.
Lasciati accompagnare lungo questo percorso di prevenzione con attenzione e sensibilità. Scopriamo insieme le differenze tra mammografia ed ecografia mammaria, l’età per eseguire gli esami e quando è il caso di prenotarne uno.
Che cos’è la mammografia
La mammografia è un esame radiologico che utilizza raggi X a bassa dose per studiare il tessuto mammario. È il test su cui si fondano i programmi di screening mammografico organizzati, e questo per una ragione ben precisa. Infatti, la mammografia è in grado di osservare le alterazioni che nessun altro strumento riesce a cogliere così presto, ossia quando non sono ancora percepibili al tatto né visibili a occhio nudo.
Ciò che rende la mammografia insostituibile è proprio la capacità di individuare le microcalcificazioni, ossia i minuscoli depositi di calcio, che in alcuni casi rappresentano il primissimo segnale di una trasformazione dei tessuti. Nessun altro esame riesce a mostrarli con la stessa precisione. Allo stesso tempo, oltre alle microcalcificazioni, la mammografia rende visibili anche noduli, asimmetrie e distorsioni della struttura della mammella.
Che cos’è l’ecografia mammaria e quando è indicata
L’ecografia mammaria è un esame diverso dalla mammografia, ma complementare. In questo caso vengono utilizzati gli ultrasuoni, quindi l’esame non comporta alcuna esposizione alle radiazioni. Durante l’ecografia una sonda viene fatta scorrere sulla pelle dopo l’applicazione di un gel e restituisce in tempo reale l’immagine della ghiandola mammaria, dei tessuti circostanti e dei linfonodi ascellari.
Il suo punto di forza è la capacità di caratterizzare ciò che osserva, ossia capirne la natura. Ad esempio, un nodulo, sulle immagini radiologiche, può apparire come un’opacità difficile da decifrare; in questo scenario, l’ecografia al seno permette di distinguere una cisti da una lesione solida, che merita un approfondimento. È per questa precisione che l’ecografia della mammella viene impiegata anche come guida quando si rende necessario un prelievo mirato di tessuto.
Tuttavia, l’ecografia non vede le microcalcificazioni e non intercetta le alterazioni al loro esordio: per questo non è un esame di screening e non sostituisce la mammografia. Ma rimane il test diagnostico di prima scelta nelle donne più giovani, dove il tessuto è tipicamente più denso, ed è il complemento naturale della mammografia in situazioni specifiche.
Mammografia età
Contrariamente a quanto si crede, non esiste un’età di riferimento che vada bene per tutte. In relazione agli esami di prevenzione per la salute del seno, infatti, occorre distinguere due criteri, molto diversi tra loro, che spesso vengono confusi:
- criterio anagrafico: è quello dei programmi pubblici di screening. Individua una fascia d’età in cui, statisticamente, la mammografia risulta utile ai fini della prevenzione. Tale criterio, però, non tiene conto della singola storia individuale
- criterio clinico: è quello che si applica alla persona, non al solo dato anagrafico. Si considera la densità del tessuto, la familiarità, eventuali sintomi, la storia ormonale e riproduttiva. Può indicare controlli al seno prima dei 50 anni o dopo i 69, oppure a intervalli diversi da quelli indicati dallo screening pubblico.
Mammografia da che età: quando iniziare e ogni quanto ripeterla
Secondo il Ministero della Salute le donne sono invitate a effettuare una mammografia dai 50 ai 69 anni con cadenza biennale. È in questa fascia d’età, infatti, che il tumore al seno compare con una maggiore frequenza.
La situazione, però, non è uguale in tutta Italia. Alcune Regioni hanno avviato programmi sperimentali che ampliano l’invito allo screening pubblico, anticipandolo ai 45 anni con un controllo annuale e prolungandolo fino ai 74, sempre a cadenza biennale. Ma trattandosi di sperimentazioni, la copertura non è omogenea e conviene verificare cosa prevede la propria Regione di riferimento.
Tuttavia, il criterio dello screening pubblico rimane anagrafico, e questo lascia fuori dai programmi di prevenzione due grandi gruppi di donne: quelle sotto i 50 anni e quelle oltre i 69 anni.
Oltre a questa evidenza, esiste un aspetto che riguarda tutte, comprese le donne che rientrano pienamente nelle fasce anagrafiche previste dal Ministero della Salute: lo screening è un programma di sanità pubblica, e come tale offre solo l’esame radiologico e la sua refertazione, non una visita senologica completa.
Ciò vuol dire che non include un’attenta valutazione clinica, non raccoglie la tua storia familiare e ormonale, non stabilisce se il tuo tessuto sia abbastanza denso da rendere utile anche un’ecografia. E l’intervallo previsto di due anni, tra una mammografia e l’altra, può essere corretto quando si ragiona per statistiche a livello nazionale, ma risultare troppo lungo se nel frattempo noti un cambiamento al seno che vale la pena indagare.
Il seno denso: a chi è rivolta l’ecografia mammaria
Si definisce “seno denso” un seno in cui la componente ghiandolare e fibrosa prevale su quella adiposa. Si tratta di una caratteristica anatomica individuale, non una patologia, ma cambia il modo in cui il seno appare sulle immagini radiologiche. Infatti, il tessuto adiposo è trasparente ai raggi X e lascia emergere con nitidezza eventuali noduli; invece, il tessuto denso appare compatto e può mascherare una lesione di piccole dimensioni.
Dopo i 50 anni la componente ghiandolare tende a essere progressivamente sostituita da tessuto adiposo, ed è per questo che la mammografia diventa via via più accurata. Invece, nelle donne più giovani, dove il tessuto è tipicamente più denso, l’ecografia mammaria è spesso l’esame più indicato.
La densità del seno, però, non segue un calendario preciso. Può persistere anche dopo la menopausa, in donne che per età rientrerebbero pienamente nello screening. In questi casi la sola mammografia rischia di non bastare, e affiancarle un’ecografia al seno aumenta l’accuratezza complessiva della valutazione.
Come si fa la mammografia e l’ecografia al seno
Entrambi gli esami durano pochi minuti. Per quanto riguarda la mammografia, il seno viene appoggiato su un piano e compresso tra due piatti: la compressione serve a distendere i tessuti, un po’ come si stira una stoffa spiegazzata per vederla meglio, e a ottenere immagini nitide. Generalmente l’esame prevede alcune proiezioni, per osservare il seno da angolazioni diverse. La sensazione di schiacciamento può risultare fastidiosa, ma dura poco e la sua intensità è profondamente soggettiva; più che altro dipende dalla sensibilità individuale, dal momento del ciclo, da eventuali interventi chirurgici precedenti. Se avverti spesso tensione al seno, il periodo più confortevole per effettuare una mammografia è la settimana successiva alla fine delle mestruazioni.
Soprattutto, puoi comunicare alla/al radiologa/o se avverti dolore durante la visita. Compressione e posizionamento possono essere modulati senza compromettere la qualità delle immagini, e comunicare ciò che senti non è un intralcio, ma parte della procedura.
L’ecografia mammaria, invece, non prevede alcuna compressione. La sonda scorre sulla pelle e non provoca dolore.
In Weda la valutazione del seno è un percorso unico e completo. La visita senologica e gli esami di diagnostica per immagini si svolgono nello stesso luogo e con la stessa équipe, così che ciò che emerge dalla visita possa tradursi subito nell’esame più appropriato, senza rimandi né percorsi frammentati fra vari studi medici. Anche il costo della mammografia dipende da questo: da quale esame è effettivamente indicato per te e dall’eventuale integrazione con l’ecografia mammaria.
Prenota una valutazione senologica con mammografia ed ecografia mammaria presso Weda, nelle nostre sedi di Milano e Palermo: affidati a professioniste e professionisti specializzati nella salute delle donne.
FONTI
- https://www.salute.gov.it/new/it/tema/tumori-e-screening/screening-il-cancro-del-seno/
- https://www.salute.gov.it/new/it/faq/faq-tumore-della-mammella/
- https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/guida-agli-screening/seno-mammografia
- https://www.msdmanuals.com/it/professionale/ginecologia-e-ostetricia/carcinoma-della-mammella/screening-e-prevenzione-per-il-cancro-del-seno
FAQ
A che età si fa la mammografia?
Il programma nazionale invita le donne tra i 50 e i 69 anni a effettuare una mammografia, con estensioni sperimentali che variano da Regione a Regione. Fuori da queste fasce d’età non arriva alcun invito dal programma nazionale, ma questo non significa che l’esame non serva. In base alla tua storia clinica, o se noti qualcosa che non torna, puoi prenotare una valutazione a qualsiasi età.
La mammografia fa male?
La compressione può risultare fastidiosa, ma non è un esame doloroso e dura pochissimo. Il disagio è molto soggettivo: puoi ridurlo scegliendo di prenotarlo nella settimana successiva al ciclo e dicendo apertamente cosa senti a chi esegue l’esame, che può modulare la compressione per migliorare l’esperienza.
Posso fare la mammografia se ho le protesi al seno?
Sì. Le protesi al seno non impediscono l’esecuzione dell’esame né ne compromettono l’attendibilità. È però importante segnalarne la presenza prima di iniziare, così che l’esecuzione e il posizionamento vengano adattati al tuo caso. Lo stesso vale se hai subito un intervento chirurgico al seno, che può renderlo più sensibile.
Posso fare la mammografia se ho un seno troppo piccolo o troppo grande?
Sì. L’esame si esegue su qualunque tipologia di seno (per forma e dimensione). Ciò che incide sulla leggibilità delle immagini non è la taglia, ma la densità del tessuto, che è una caratteristica indipendente dalle dimensioni.
L’ecografia mammaria può sostituire la mammografia?
No. L’ecografia non vede le microcalcificazioni, quindi non intercetta le alterazioni al loro esordio. È preziosa per caratterizzare la natura di una formazione e nei seni densi, ma è pensata per affiancare la mammografia, non sostituirla.